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Maestri diplomati - lo Stato non rispetta i patti, come con gli esodati

Cinquantamila maestri diplomati presso quello che si chiamava Istituto Magistrale, in pratica non potranno più ottenere una cattedra come assunti di ruolo. Il Consiglio di Stato si è pronunciato in tal senso il 20 dicembre scorso. Nulla da dire...

MENSE

Cinquantamila maestri diplomati presso quello che si chiamava Istituto Magistrale, in pratica non potranno più ottenere una cattedra come assunti di ruolo. Il Consiglio di Stato si è pronunciato in tal senso il 20 dicembre scorso. Nulla da dire, se la decisione non riguardasse persone che hanno conseguito l'idoneità per il ruolo di insegnante proprio frequentando istituti Statali.

Se lo Stato consegna un diploma e un'abilitazione, non può poi toglierla con una decisione retroattiva, e questo non solo e non tanto perché possa essere più o meno giusto, quanto perché proprio lo Stato ha riconosciuto quei titoli.

Non si può giocare con le famiglie; non si può pensare che a chi ha preso un diploma magistrale prima del 2001 (quando la laurea non era richiesta), oggi si dica "tu non puoi essere un insegnante di ruolo".

Non lo si dovrebbe fare alla stessa maniera in cui non si può dire a un prepensionato (esodato) "tu non avrai la pensione".

Lo Stato con certi comportamenti "scorretti" non fa altro che rendersi inaffidabile, ed è bene ricordare che nell'ultimo dopoguerra e fino a pochi anni fa, questo non era mai accaduto e non si pensava che potesse accadere.

La fiducia dei cittadini nelle istituzioni è di importanza capitale per il buon funzionamento della democrazia, ma da noi sta vacillando paurosamente. Ne tengano conto i governanti e le istituzioni statali in genere.

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