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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Libriamoci

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A cura di Gabriele Grazi, Paolo Borghesi e Francesco Bartolini

“Il Viaggio della Tartaruga”. Un connubio magistrale per un solo protagonista

Una fusione di biologia, etologia, scienze oceaniche, antropologia, sociologia, filosofia, poesia

Recensione di Carl Safina “Il Viaggio della Tartaruga” ed. Adelphi

I nostri eroi si trovano a navigare per miglia e miglia, attraversando mezzo mondo, talvolta in mezzo a tempeste epiche e abissali vortici marini, altre su placide e torride spiagge lambite da acque cristalline. Emergono dai fondali per fondere il loro sospirato respiro con il silenzio screziato di stelle dell’immensa notte, così come tenacemente fuoriescono dalle sabbie materne per andare incontro al più primordiale dei cammini, quello che corre tra la vita e la morte, la fonte benefica contro la nera ghermitrice. Non siamo in un film d’avventura o fantasy, bensì nel serissimo e poderoso saggio scientifico di Carl Safina, biologo statunitense pluripremiato in tutto il mondo per i suoi studi sugli animali e gli ecosistemi che abitano. In questo caso seguiamo la vita delle tartarughe liuto, le più grandi delle tartarughe marine, che sono dei veri e propri dinosauri viventi. Enormi e potentissime, sono eppure così fragili sotto i nostri irresponsabili comportamenti. Il libro ci mostra, attraverso la lente di ingrandimento costituita dal racconto di queste tartarughe, ogni aspetto del loro habitat che sono gli oceani. E’ come se fossimo in un film documentario dove seguiamo i protagonisti nel loro viaggio intorno al mondo per le fasi vitali degli accoppiamenti, deposizione di uova, flussi migratori, e osservandoli comprendiamo cosa sta accadendo agli oceani, ai nostri mari, e quindi a tutta la vita sulla terra: cambiamenti climatici, rischi di estinzione, vulnerabilità degli ecosistemi, impoverimento ittico, tragedie climatiche di cui troppo spesso siamo testimoni. Eppure il bambino che vive ancora nei nostri cuori continua ad essere affascinato, ammaliato come il primo giorno dai giganti che navigano le acque oceaniche, così come l’Ulisse che alberga in noi sente distintamente il richiamo delle sirene della libertà, dell’avventura, del fascino delle grandi rotte marine. La nostra madre Gaia come la chiamavano i greci vi aprirà in questo libro le sue segrete stanze, e saprà non solo irretire i vostri sensi con i suoi immaginifici paesaggi, ma anche risvegliare la vostra coscienza con i suoi gridi d’allarme. In tutte le recensioni di questo libro inoltre troverete un aspetto centrale: la qualità della scrittura, che l’editore Adelphi definisce melvilliana. Mai aggettivo fu più adatto. Una scrittura fluente come l’acqua che respira in questo libro, possente come i carapaci dei suoi abitanti, a tratti lenta come i loro movimenti sulla terra e al contempo repentina e saettante come le tempeste in alto mare. Qui si narra un mondo leggendario, ancestrale, e per renderci appieno partecipi dei suoi andamenti l’autore esibisce uno stile che mescola sapientemente la natura scientifica con quella letteraria, dei passaggi da romanzo con il rigore dello studioso, aperture prospettiche sulla poesia della vita che muove non per desiderio, non per calcolo, ma per un anelito più antico, forte come le fondamenta della terra, che si risveglierà anche in noi nelle ore di lettura che gli dedicherete. Una fusione di biologia, etologia, scienze oceaniche, antropologia, sociologia, filosofia, poesia. Un connubio magistrale per un solo protagonista, il leviatano delle tartarughe.

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