Lettori Selvaggi

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La fiaba di Harold. I consigli di Elena per la lettura

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero

La fiaba di Harold, Crockett Johnson, Camelozampa

Crockett  Johnson era uno dei più conosciuti ed amati autori americani di libri per bambini. Sposato con Ruth Krauss con cui ha condiviso tanti progetti editoriali, è diventato famoso alla fine degli anni '50 soprattutto grazie ad Harold, il bambino con il pigiama e la matita viola, protagonista di una serie di avventure. Conoscevamo Johnson grazie a Spiaggia magica, meraviglioso albo in catalogo Orecchio Acerbo di cui ci sembra di ritrovare lo spirito anche nei libri di Harold, per la cui ripubblicazione in Italia dobbiamo ringraziare la casa editrice Camelozampa di Sara Saorin e Francesca Segato. Un'esperienza che sta collezionando premi e riconoscimenti meritatissimi per aver saputo costruire un progetto editoriale fresco e di qualità, che sta dosando magistralmente recuperi dal passato, traduzioni di interessanti proposte dall'estero, oltra a progetti nostrani di giovani autori che si stanno affermando sul panorama editoriale. 

È con grande plauso che dopo Harold e la matita viola abbiamo accolto in libreria anche La fiaba di Harold, un personaggio di una potenza straordinaria per la sua capacità immaginativa, per la naturalezza con cui ridisegna il mondo, per la semplicità con cui ci trasmette la poesia della quotidianità. Quando leggiamo le sue avventure non sappiamo se siamo in un sogno o nella realtà, ma questo non ha nessuna importanza perché le esperienza che mette in campo Harold sono tutte vivide ed autentiche. Harold racconta l'immaginazione che aiuta a conoscere la realtà, è espressione di quella capacità dell'infanzia di non fare distinzione tra queste due dimensioni, cosa che invece accade nell’età adulta. È quello che succede anche a Max e Luca, le creature di Sendak che condividono con Harold la sperimentazione di avventure notturne liminari. Guardando a Crockett Johnson ci viene in mente Sendak e forse l'accostamento non è del tutto azzardato dal momento che i due si conoscevano molto molto bene.

Ci piace rifugiarci nel passato dei maestri che hanno fatto grande l'illustrazione americana e siamo veramente felici che i bambini italiani possano di nuovo godere di queste meraviglie.

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