Lunedì, 20 Settembre 2021
Lettori Selvaggi

Opinioni

Lettori Selvaggi

A cura di Elena Giacomin

Centro Storico

Factory. Un libro che è molto di più che un omaggio al grande classico di George Orwell

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero

Factory, Tim Bruno, Rizzoli

Tim Bruno è uno scrittore affermato di libri per ragazzi, naturalista e coordinatore scientifico dell’Acquario di Genova, il cui ultimo romanzo, Factory, è stato inserito nei nostri consigli di lettura per l’estate 2020, precisamente  nella lista dei suggerimenti per i ragazzi e le ragazze che hanno concluso la prima media. 

La Factory è uno stabilimento di produzione di massa, grigio ed anonimo, in cui vitelli, maiali ed agnelli sono sottoposti ad una serrata routine produttiva senza mai aver visto il mondo di fuori. 

Scorza, un topolino di una certa età, un po' burbero e solitario e che parla con la sua vibrissa come fosse la sua coscienza, entra ed esce dalla Factory da molti anni, sfruttando i condotti d’aria, per procurarsi senza fatica il suo foraggio quotidiano. Un giorno inavvertitamente Scorza cade sul tapis roulant che scorre sui trogoli e si ritrova di fronte ad A550, un vitello chiazzato da una macchia bianca proprio al centro della fronte. Un essere vivente, dolce ed indifeso, capace di provare emozioni e sentimenti, a cui Scorza darà il nome di Fiore. Poi ci saranno B313, la maialina, rinominata Aurora e C707, l’agnello rinominato Nuvola. Il topolino dapprima si limita a raccontare loro il mondo di fuori, una lumaca, una ghianda, un albero, le nuvole in cielo, cercando di rendere felici i poveri ed ingenui animali riempiendo le loro teste di sogni e speranza e tentando di non soffermarsi troppo sul triste destino a cui stanno andando incontro. Poi la vergogna e il senso di rimorso prenderanno il sopravvento sull’indifferenza e Scorza, nonostante le iniziali resistenze, cambierà profondamente il suo atteggiamento verso il mondo che lo circonda, ritrovandosi a capo di una sorta di rivoluzione per la libertà degli animali della Factory.

Il libro, come ha scritto Federico Taddia sulle pagine di Tuttolibri, è un chiaro omaggio ad un grande classico, La fattoria degli animali. Tim Bruno, come George Orwell, ci conduce nel regno della distopia accompagnando il lettore in riflessioni che hanno un’anima ambientalista. Quella che viene descritta nel romanzo è una realtà alienata ed alienante, una desolazione preoccupante in cui si accende un barlume di speranza, accompagnato dalla consapevolezza che anche uno solo di noi può fare la differenza.

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