Domenica, 19 Settembre 2021
Lettori Selvaggi

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A cura di Elena Giacomin

laureata in Lettere e filosofia, indirizzo Storia dell’arte, si occupa dal 2006 di progetti interculturali e di educazione alla cittadinanza rivolti a bambini e ragazzi in collaborazione con associazioni, scuole ed enti pubblici. Nel 2013, assieme ad Anna e Barbara, ha aperto ad Arezzo la libreria specializzata per bambini e ragazzi La Casa sull’albero, di cui coordina i progetti formativi e di promozione alla lettura

Lettori Selvaggi Via San Francesco

Il cinema come un rifugio e porto sicuro. Ecco "L'arcobaleno del tempo" di Jimmy Liao

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero.

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L’arcobaleno del tempo, Jimmy Liao, Terre di Mezzo

E’ un po’ di tempo che volevo scrivere de L’arcobaleno del tempo, l’ultimo capolavoro di Jimmy Liao, artista di fama internazionale, due volte candidato all’Astrid Lindgren Memorial Award, autore di oltre 50 libri, tradotti in 15 lingue, che hanno venduto più di 5 milioni di copie in tutto il mondo.

Il libro stazionava sulla mia scrivania in attesa di trovare il momento giusto per affrontare la complessità che porta con sé. Una ricchezza che ha a che fare con il visivo, con la varietà e raffinatezza di rimandi iconografici e culturali che si condensano in questo romanzo illustrato. Tutto il libro è, infatti, disseminato di citazioni di scene di film, di inquadrature, di locandine di pellicole famose che si possono rintracciare nella lista riportata dall’autore in conclusione. Ad ispirare Liao I 400 colpi di Truffaut, Film rosso e Film blu di Kie?lowski e i film di Almodovar, solo per citarne alcuni.

A condurci nella storia una bambina che ha perso la mamma e che vive il cinema come un rifugio, un luogo in cui cercare risposte, in cui abbandonarsi all’immaginazione e ai ricordi, a volte lontani e indistinti, altre tangibili e luminosi.

Mamma se ne andò quando ero piccola. Se piangevo perché ne sentivo la mancanza, papà diceva “Dai, andiamo al cinema!”. Non scorderò mai l’emozione che provai la prima volta che vidi un film. Il cinema è davvero magico! A volte ci andavo perché mi mancava la mamma. Altre volte, alla fine del film la nostalgia era ancora più forte”.

Pagina dopo pagina seguiamo lo svolgersi dell’esistenza della protagonista, una vita in cui, nonostante gioie, dolori, paure, incontri e adii, il cinema è sempre una costante, un punto di riferimento, una cornice in cui si fa esperienza attraverso lo specchiamento nei personaggi raccontati sul grande schermo.

Attraverso le storie degli altri sperimentavo vite diverse, a volte provavo invidia, altre sospiravo”.

Ma il cinema è anche luogo di incontri, di scambi, di relazioni che nascono grazie alla condivisione con gli altri di una passione, di un orizzonte intellettuale, di uno stesso catalogo visivo. Si può incontrare l’amore nel buio di una sala e scoprire che la vita è meravigliosa, proprio come in un film.

Il libro è dedicato a Nowhere Man, della regista belga fiamminga Patrice Toye e si apre con queste parole di Liao Non riesco ad immaginare la mia vita senza il cinema”.

L’arcobaleno del tempo è un libro sulla perdita, sulla mancanza, sulla capacità di ritrovarsi e sul potere salvifico che hanno l’arte e le storie, condizione sperimentata in prima persona dall’autore.

Jimmy Liao è nato a Taipei (Taiwan) il 15 novembre 1958, si è diplomato in Arti Figurative e nei primi anni della sua carriera ha lavorato come grafico pubblicitario e designer, per poi dedicarsi soprattutto all’illustrazione, per riviste e copertine di libri. Nel 1995 gli viene diagnosticata una grave malattia, la leucemia, che lo costringe in ospedale per mesi. E lo pone per lungo tempo a metà tra la vita e la morte. È il punto di svolta della sua vita, privata, ma anche professionale. Guarisce e ritorna al suo lavoro, ma qualcosa è cambiato. Avverte l’urgenza di illustrare il suo mondo interiore e di raccontare delle storie, traendo ispirazione dall’esperienza vissuta. Narrazioni che non possiamo definire prettamente per bambini e siamo d’accordo con Nadia Terranova che sulle pagine di Repubblica ha scritto “Liao riesce a narrare ogni età della vita, ma la sua magia è far sì che le riviva il lettore”. Aggiungiamo noi, di ogni età.

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