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Lettera aperta al nuovo presidente dell'US Arezzo

Gentile presidente, non so cosa lei abbia appreso da chi l'ha preceduta in merito ad Arezzo e all'Arezzo, ma credo utile, mentre le do il benvenuto, scrivere chiaramente qualcosa che a parer mio chi arriva da queste parti a far calcio deve sapere...

MarcoMatteoni

Gentile presidente, non so cosa lei abbia appreso da chi l'ha preceduta in merito ad Arezzo e all'Arezzo, ma credo utile, mentre le do il benvenuto, scrivere chiaramente qualcosa che a parer mio chi arriva da queste parti a far calcio deve sapere. Dante ci definì "botoli ringhiosi" per motivi suoi, ma non sbagliava certo di molto. Non vediamo di buon occhio i forestieri da molti secoli, ma se questi ci sanno prendere per il verso giusto diventano nostri amici. In ambito calcistico il massimo esempio positivo in questo senso si chiama Cosmi (un perugino!), ma anche Gustinetti e Somma non hanno scherzato; altri li abbiamo adottati a vita (Angelillo).

L'Arezzo ha militato in serie C e B per molti anni e disgraziatamente è caduta tra i dilettanti a seguito di un "fallimento" prima e di penalizzazioni (riconosciute ufficialmente ingiuste a posteriori) poi. Da una decina d'anni qui viviamo di speranze e fatica. In serie C ci siamo risaliti grazie a un ripescaggio, quindi la gioia di vincere un campionato ci è preclusa dai tempi di Somma (promozione in B nel 2004).

La piazza è ambiziosa e l'inferno e il purgatorio che ha dovuto suo malgrado sopportare in questi ultimi anni, pesano e frustrano.

La stagione in corso secondo Ferretti doveva essere quella della promozione in B, ma le condizioni economiche della società e alcune scelte sbagliate, non lo hanno permesso (a meno che non disputiamo i Play Off e li vinciamo...).

Qui c'è bisogno di lottare per salire in serie B. Raggiungere il risultato non è indispensabile, perché si sa che il calcio non è esattamente matematica, ma la speranza deve essere coltivabile, altrimenti si rischia di guastare il rapporto tra società e tifosi.

Lei dice che quest'anno sarà un anno di transizione e noi la comprendiamo, ma sappia, per il futuro, che di transizioni ultimamente qui se ne sono vissute fin troppe.

Il settore giovanile dovrà essere al centro del nuovo progetto Arezzo? Certo che sì, e la società precedente ha posto importanti basi perché questo si possa realizzare. Ma, caro Presidente, non farei giustizia alla mia genuinità se non le dicessi che un buon settore giovanile deve fare da serbatoio per la prima squadra, per renderla più forte prima che i pezzi da novanta vengano ceduti. Da qui se ne sono andati ancor giovani giocatori del calibro di Graziani, Giuliani, Pasqual, Ranocchia, Floro Flores e via dicendo, e gli sportivi hanno sempre compreso, ma tutti questi calciatori prima di partire hanno contribuito a successi della prima squadra.

E allora via alla nuova gestione dell'US Arezzo, e via a questi ennesimi mesi di transizione (anche se i Play Off sono raggiungibili, se solo lo vogliamo tutti fortemente).

In questa prima parte della stagione abbiamo avuto solo due certezze: una viene dal campionato scorso e si chiama Moscardelli, l'altra, ormai, è Pavanel. La prego di non privarci di nessuna delle due, per favore.

Grazie e buon lavoro.

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