La strage di Nizza spezza il cuore e conferma che non c'è difesa...

Il nostro cuore è a Nizza. La Promenade des Anglais è forse il lungomare più famoso della Costa Azzurra e Nizza è una città meravigliosa, dove convivono persone di ogni razza e religione. Piange davvero il cuore pensando a quello che è accaduto lì...

Promenade des engles

Il nostro cuore è a Nizza. La Promenade des Anglais è forse il lungomare più famoso della Costa Azzurra e Nizza è una città meravigliosa, dove convivono persone di ogni razza e religione. Piange davvero il cuore pensando a quello che è accaduto lì ieri sera alle 22,30.

Era la festa nazionale per l'anniversario della presa della Bastiglia, in Francia, un momento simbolico per la democrazia del nostro continente, e i fuochi d'artificio, come ogni anno, avevano radunato sul lungomere centinaia di migliaia di persone. All'ingresso della Promenade c'erano dei Poliziotti a protezione della pedonalizzazione della strada, oltre che dell'amplissimo marciapiede che dà sulle spiagge.

Ma se un attentatore kamikaze (tunisino abitante proprio a Nizza) decide di forzare i blocchi con un grosso camion c'è poco da fare, se non inseguirlo per abbatterlo mentre falcia con armi e camion persone su persone che sono lì a far festa e non si rendono bene conto di cosa stia accadendo.

A parte la partecipazione emotiva, se possibile maggiore per chi quei luoghi li conosce per averli frequentati, il sentimento che domina ora è quello dello sconforto.

Eppure non possiamo cedere al punto di modificare il nostro stile di vita. Non abbiamo altra scelta. La guerra è in atto e coinvolge molte più persone dei suoi promotori. E noi (noi occidentali) siamo sotto attacco.

Non so se tutto questo abbia origine soltanto dagli interventi occidentali nelle aree intorno al Tigri e l'Eufrate, ma di certo l'odio nei confronti della civiltà occidentale in certi ambiti è davvero grande, e hai voglia sostenere che questi attentati sono una reazione disperata alle gravi perdite subite dallo Stato Islamico...

Di sicuro pare esserci soltanto che siamo sotto pesantissimo attacco e che nessuno di noi può sentirsi fuori dal gioco, neppure gli islamici che vivono in occidente, che con il camion vengono falciati insieme agli altri, a caso. Siamo costretti a una guerra da combattere nel ruolo scomodissimo di chi è sostanzialmente indifeso, e quel che è peggio difficilmente difendibile.

Tutte quelle persone falciate a Nizza siamo noi. E il 14 luglio deve continuare a essere festa nazionale in Francia (e magari non solo).

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