Venerdì, 30 Luglio 2021
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La questione della qualità antisismica dei nostri fabbricati

Nei giorni in cui i nostri ingegneri esortano gli enti preposti a considerare il problema della qualità in ambito sismico dei nostri edifici, è giusto rimarcare un dato emerso in tutta la sua chiarezza: il settanta per cento dei fabbricati del...

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Nei giorni in cui i nostri ingegneri esortano gli enti preposti a considerare il problema della qualità in ambito sismico dei nostri edifici, è giusto rimarcare un dato emerso in tutta la sua chiarezza: il settanta per cento dei fabbricati del nostro territorio è stato edificato in epoca nella quale non esistevano leggi in materia antisismica. Si tratta di un dato che non va certo tradotto automaticamente come "il settanta per cento delle nostre case è a rischio sismico elevato". Bisogna infatti pensare che anche in epoca precedente alle leggi in materia, un certo numero di edifici siano stati realizzati in modo da poter sopportare forti scosse di terremoto. Sono senzaltro favoriti in questo i fabbricati con struttura in cemento armato realizzati secondo la buona regola edificatoria, ma non soltanto. Sono più sicuri, rispetto ad altri, gli edificati in adiacenza o tra altri fabbricati, nonché quelli più bassi (di un solo piano, per esempio).

In tutti questi casi il pericolo non è certamente scongiurato, ma è più difficile che si possa verificare un crollo. Per contro c'è da dire che anche in edificati recenti possono verificarsi (e l'ultimo terremoto del centro Italia lo ha mostrato chiaramente) problemi in relazione sopratutto ai tamponamenti esterni che non sono ben collegati al telaio in cemento armato. In quel di Norcia e dintorni ho visto intere costruzioni a più piani letteralemente spogliatie delle pareti esterne)

C'è poi un numero notevole di edifici in pietra di cui è spesso difficile comprendere fino in fondo la capacità di resistenza al sisma, e anche le sopraelevazioni realizzate nel tempo hanno aggiunto carico e instabilità a un congruo numero di costruzioni.

Insomma, la questione è molto più complessa rispetto a indicare il dato statistico in se e per se, e sarebbe necessario provvedere a verificare la qualità antisismica almeno degli edifici più a rischio. Ma chi può farlo? Bisognerebbe realizzare una mappa degli edifici interessati per poi procedere a sopralluoghi da parte di tecnici qualificati. Tirare fuori delle "sentenze" da sottoporre ai proprietari che in certi casi dovrebbero essere obbligati ad intervenire preventivamente. Ma tutto questo non può essere fatto senza il permesso degli stessi proprietari e la disponibilità dei fondi necessari... La vedo dura.

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