Ma la frase di Renzi discutibile è un'altra

In questi giorni si è concentrata l'attenzione di quasi tutti i media sulla seconda parte dell'estratto dall'ultimo libro di Renzi da lui pubblicato su facebook. Ma "aiutiamoli a casa loro" è una frase alla fine forse mal scritta (anche perché...

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In questi giorni si è concentrata l'attenzione di quasi tutti i media sulla seconda parte dell'estratto dall'ultimo libro di Renzi da lui pubblicato su facebook. Ma "aiutiamoli a casa loro" è una frase alla fine forse mal scritta (anche perché utilizzata spesso da forze politiche sospettate con qualche ragione di razzismo), ma che ha un senso se declinata diversamente. Un "L'occidente faccia di più per l'Africa che si trova in gravissima difficoltà anche per colpe nostre" avrebbe avuto un impatto diverso, sopratutto se scritta da un leader che sostiene di essere di centrosinistra.

Ma la frase più sconcertante dello stesso estratto è la precedente, quella che recita: "non abbiamo il dovere morale di accogliere tutte le persone che stanno peggio".

A parte che peggio di noi stanno la maggior parte degli americani, dei russi, dei greci e via dicendo, ma quel che si può oggettivamente dire è che chi arriva qui via mare non è qualcuno che sta peggio, ma che è alla fame.

I principi della sinistra italiana non contemplano che si possa ragionare così. Chi ha un bisogno primario e chiede aiuto va accolto, sempre e comunque, e a questo principio non possono né vogliono sfuggire sia la Chiesa cattolica che la sinistra politica.

Sulla gestione degli arrivi, sulle modalità e la qualità dell'accoglienza la discussione è aperta da tempo e lontana dal trovare una soluzione ottimale, ma nel campo della sinistra nessuno fino a oggi aveva mai messo in discussione che l'accoglienza fosse doverosa.

E non può essere la chiusura delle frontiere da parte di altri stati centroeuropei (molti dei quali in passato hanno "rifornito" l'Italia di immigrati accolti senza problemi) a far cambiare idea al centrosinistra italiano, e men che meno il sentire popolare in materia, guidato da TV e partiti sciacalli, che si nutrono della paura per i propri lordi interessi.

Per la sinistra italiana (ma anche per la destra liberale) la politica non può essere l'arte di seguire il sentimento popolare giorno per giorno, ma quella che formula proposte a medio e lungo termine stando avanti per competenze, istruzione, cultura, capacità di leggere il contesto locale e globale. Ai cittadini (che più colti sono e meglio sapranno scegliere) spetta, in democrazia, la possibilità di votare come meglio credono, non certo quello di "guidare" la politica. Se accade questo, e in Italia accade sempre di più, a perdere è la qualità della politica e conseguentemente della vita delle persone. Il bar non è mai stato il laboratorio di idee migliore cui affidare la soluzione dei problemi.

In sostanza Renzi, anche scrivendo quelle parole, dimostra di virare sempre di più verso una destra populista e massimalista. Di questo si può prendere atto.

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La sinistra, e anche la destra, possono trarne le rispettive conclusioni.

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