La dirigenza al lavoro per far ripartire l'Arezzo, anche se c'è ancora chi cerca di mettere bastoncini tra le ruote

Ermanno Pieroni, Giorgio la Cava, Massimo Anselmi ed Emiliano Testini sono al lavoro per ricostruire l'Arezzo sulle macerie dello scorso anno calcistico. Si occupano di preparare pagamenti importantissimi sia per saldare il debito sportivo...

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Ermanno Pieroni, Giorgio la Cava, Massimo Anselmi ed Emiliano Testini sono al lavoro per ricostruire l'Arezzo sulle macerie dello scorso anno calcistico. Si occupano di preparare pagamenti importantissimi sia per saldare il debito sportivo pregresso (anche quello aggiunto impropriamente) che per iscriversi al prossimo campionato di C; si occupano di costruire una squadra competitiva (nonostante qualche azione di disturbo) in accordo con le richieste del nuovo Mister Dal Canto, di preparare la sede del prossimo ritiro (Bagno di Romagna per l'albergo e il campetto di allenamento, San Piero in Bagno per lo stadio), di stringere accordi per il prossimo sponsor tecnico (Joma) e di pensare a una struttura societaria pienamente affidabile e professionalmente all'altezza.

Per fortuna le innumerevoli relazioni importanti che il DG Pieroni ha nel calcio che conta rendono credibile il progetto Arezzo (invertiamo l'ordine dei fattori: Dal Canto che sceglie l'Arezzo non sono noccioline...) mentre i soci con il loro entusiasmo, l'impegno e il contributo economico, lo rendono realizzabile. Il novo DS Testini è all'esordio, quindi è lì per imparare, ma si sta dando tantissimo da fare a sua volta e ha l'occasione di crescere in fretta accanto al DG.

Mentre la macchina è in pieno movimento e le scadenze alle porte (anche Orgoglio Amaranto ha fatto pienamente il proprio dovere versando l'uno per cento), però, ad Arezzo c'è ancora chi tenta di gettare discredito ingiustificato sulla società, in particolare sulle figure di Pieroni e La Cava.

Sarebbe bello che la S.S. Arezzo potesse lavorare in pace, visto che sta facendo tutto il possibile per dare soddisfazione a una piazza importante come quella della nostra città.

Il sistema migliore per raggiungere tutti insieme l'obiettivo è quello di cooperare remando nella stessa direzione.

E' normale che la nuova società debba fare delle scelte, ed è normale che quando si fanno delle scelte si scontenti qualcuno, ma anche in questo caso è giusto che chi materialmente sta dando moltissimo all'Arezzo, in termini di denaro e tempo/lavoro, possa agire secondo il proprio sentire, assumendosene contemporaneamente la responsabilità.

Il progetto che nasce è ambizioso e a medio termine, questo ce lo dicono le parole dei protagonisti e anche la scelta dell'allenatore, uno dei maggiori conoscitori italiani di giovani calciatori di qualità (ha allenato la nazionale Uder 17 e due delle migliori squadre primavera d'Italia (Empoli e Juventus); un signore che a 43 anni ha già fatto esperienze di valore sia in serie B che in C.

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Lasciamoli lavorare tranquilli, perché quello che stanno facendo merita fiducia. Il campo poi ci dirà; basterà non chiedere tutto e subito.

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