ICASTIC a Prato e Back in Time ad Arezzo?

Tra pochi giorni partirà ICASTIC a Prato. Una piccola mostra di tre artisti se paragonata alla ICASTICA aretina, ma è il segno che la spinta propulsiva di questa manifestazione (che accorcia il nome, tradotto in inglese, ridotto sopratutto perché...

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Tra pochi giorni partirà ICASTIC a Prato. Una piccola mostra di tre artisti se paragonata alla ICASTICA aretina, ma è il segno che la spinta propulsiva di questa manifestazione (che accorcia il nome, tradotto in inglese, ridotto sopratutto perché la manifestazione è ridotta e non si fa ad Arezzo) continua ad esistere, nell'attesa di un ritorno chissà se possibile.

Ad Arezzo siamo passati da ICASTICA a Back in Time, letteralmente. Nel senso che i soldi che sarebbero serviti per ripetere la prima sono andati pari pari al secondo evento.

ICASTICA ha dimostrato di avere dei limiti, primo tra i quali quello di essere nata ad Arezzo, città inadatta ad ospitarla (non per ambienti, ma per popolazione), e in secondo luogo quello cui forse in pochi pensano, cioè essere troppo ammiccante ospitando opere contemporanee sì, ma non esattamente all'avanguardia vera.

La sfida di accostare opere d'arte dei nostri giorni a quelle del passato non è stata portata fino in fondo. Molte delle performance e delle installazioni, per non parlare di certe sculture, erano già consunte, già viste, e pochi sono stati i nomi emergenti, quelli su cui scommettere per il futuro. E poi macchiare il progetto con presentazioni di libri e alcune performance teatrali non all'avanguardia è parso più un tentativo di strizzare l'occhio al pop che l'espressione di un coraggio completo, senza compromessi.

Di fatto Back in Time è piaciuto a molti aretini, e questo ha un suo valore, ma dal punto di vista della crescita della città e della sua immagine esterna, la sua efficacia ha sfiorato lo zero. Se si eccettuano alcuni incontri svoltisi al Museo Archeologico non si registra niente da segnalare, direi nemmeno di utile. Puro esercizio ludico con salsiccia (e contemporaneo innalzamento dei valori dei trigliceridi e del colesterolo cattivo) e nemmeno un turista in più ad Arezzo (se si eccettua il personale necessario alla messa in scena, che non è definibile tecnicamente come "costituito da turisti").

ICASTICA, con i suoi difetti, ha invece dato lustro alla città e i molti artisti internazionali che vi hanno partecipato hanno portato in giro per il mondo il nome di Arezzo definendola "splendida". Turisti? Pochi, ma non zero, e crescendo nel tempo avrebbe potuto caratterizzare la nostra "town" e diventare appuntamento ricorrente per molti. Forse.

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Abbiamo abbandonato una seria speranza per una certezza, quella che nessuno ci ricorderà come la città delle salsicce.

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