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I dipendenti comunali di Arezzo col coltello tra i denti

La lettera che praticamente tutti i dipendenti comunali (si legga la firma in calce) hanno scritto al Sindaco di Arezzo e agli organi amministrativi cittadini, non può non preoccupare tutti coloro che con la macchina organizzativa comunale hanno a...

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La lettera che praticamente tutti i dipendenti comunali (si legga la firma in calce) hanno scritto al Sindaco di Arezzo e agli organi amministrativi cittadini, non può non preoccupare tutti coloro che con la macchina organizzativa comunale hanno a che fare più o meno frequentemente.. Quel che denuncia la rappresentanza sindacale nel suo insieme, stavolta non ha bisogno di traduzione ed è allarmante. Invito i lettori a prestare particolare attenzione al testo riportato di seguito e a prendere atto che le decisioni prima annunciate e poi prese dall'attuale amministrazione comunale in merito alla struttura organizzativa e alla sburocratizzazione di certi procedimenti, sono state evidentemente imposte al personale senza un opportuno confronto preliminare. Forse l'amministrazione ha pensato che il riconoscimento economico concesso in dicembre in merito alle ore lavorate durante le festività infrasettimanali potesse acquietare le acque agitate, ma così non è stato ed evidentemente c'è dell'altro. Chi scrive, così come i cittadini di Arezzo in generale, non può che auspicare una ricomposizione rapida di quello che è evidentemente un duro contrasto, ma anche e sopratuto una qualità/efficienza dei servizi erogati al passo coi tempi (difficili) che stiamo vivendo. Di seguito il testo integrale della lettera con alcune evidenze che mi sono permesso di sottolineare.

Arezzo, 19 febbraio 2016,

Al Sindaco Alessandro Ghinelli, Alla Giunta Comunale, Ai Consiglieri Comunali, Agli organi di stampa locali e p.c. Ai dipendenti del Comune di Arezzo (pubblicazione in bacheca sindacale)

Lettera aperta al Sindaco di Arezzo Ing. Alessandro Ghinelli La RSU e le OOSS rappresentative presenti nel Comune di Arezzo sentono il bisogno di manifestarle il profondo disagio esistente in quasi tutti i settori comunali: Sportello Unico, Polizia Municipale, Servizi Educativi e Scolastici, Manutenzione, Servizi Sociali (e altri potrebbero seguire). Le difficoltà dipendono da: a) incertezza sulle intenzioni dell’Amministrazione comunale in materia di programmazione futura; b) attendismo da parte dei dirigenti, con comportamenti conservativi tesi principalmente a salvaguardare le proprie posizioni, senza rischiare; c) insufficienza numerica del personale, a fronte di nuovi servizi assegnati all’Ente. La nuova organizzazione da Lei voluta, e a cui ha lavorato nei primi sei mesi del Suo mandato, non è ancora completata per quanto riguarda la direzione di settori di grande rilievo. Inoltre, non sembra dare i risultati sperati per quanto riguarda una rinnovata capacità di direzione maggiormente orientata ai risultati. Noi restiamo comunque disponibili a dare il nostro contributo di proposte per ristabilire l’efficienza perduta nell’interesse di tutti: dei cittadini, dell’Amministrazione, dei lavoratori. L’unica cosa certa è che abbiamo pochissimi margini temporali, i problemi vanno affrontati e risolti ora, senza ulteriori indugi, la delegazione trattante di parte pubblica deve considerare la soluzione delle tante questioni aperte come un’assoluta priorità. A Lei chiediamo di dare chiare indicazioni in questo senso a chi ha scelto per rappresentarLa anche intensificando ed accelerando la contrattazione tra le parti. Alla Giunta da Lei presieduta, al Consiglio Comunale, ai cittadini di Arezzo noi facciamo una promessa: nessuna contrapposizione pregiudiziale, ma anche nessun supino adattamento all’inefficacia dell'organizzazione del lavoro che già a pochi mesi dalle decisioni prese nello scorso mese di novembre dimostra debolezze e insufficienze in grado di compromettere l'efficienza e i risultati di pressoché tutti i servizi comunali. Qualora entro il mese di marzo o anche prima, se necessario, non si riuscisse ad affrontare la maggior parte dei problemi aperti, organizzativi, contrattuali, di prospettiva, dovremmo cercare altre forme di pressione nei confronti dei soggetti decisori a cui è indirizzata questa lettera aperta. Ma ci auguriamo vivamente che uno scenario del genere non si realizzi. Si riveda ciò che c'è da rivedere in materia di direzioni di aree, si adottino coraggiosi correttivi in materia di responsabilità operative non dirigenziali. Si spenda meno ma soprattutto si spenda meglio sull'organizzazione. I dipendenti del Comune, se ben diretti, con obbiettivi chiari e riconoscibili, con i necessari rinforzi di personale e con gli indispensabili investimenti in formazione e strumentazione, sono in grado di rispondere alle richieste dell'amministrazione e ai bisogni della città. Quello che non potremmo accettare è lo sbandamento, l'improvvisazione e la bassa qualità dei servizi erogati. Ne va della dignità e in ultima analisi anche dello stesso posto di lavoro, non vogliamo che si apra anche ad Arezzo non la caccia ai fannulloni, che non ci sono, ma la caccia al dipendente pubblico, che non serve perché costretto a offrire ai cittadini risposte ad di sotto degli standard a cui Arezzo è stata abituata in un passato ormai non più recente.

RSU Comune di Arezzo, CGIL-FP, CISL-FP, UIL- FPL, CSA-RAL

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