Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Gualtiero a capo dei vescovi italiani

Ormai era da tempo nell'aria, ma quando ancora era vescovo di Arezzo (né arcivescovo, né cardinale e men che meno quello che proprio oggi è diventato), Gualtiero Bassetti non immaginava certo un epilogo del genere per la sua carriera ecclesiale...

Fabianelli Bassetti Sereni

Ormai era da tempo nell'aria, ma quando ancora era vescovo di Arezzo (né arcivescovo, né cardinale e men che meno quello che proprio oggi è diventato), Gualtiero Bassetti non immaginava certo un epilogo del genere per la sua carriera ecclesiale.

Quando arrivò in città ebbi l'onore di intervistarlo per primo e a cuore aperto. Mi raccontò delle sue origini, delle castagne di Marradi, di quando da bambino fu il suo parroco a raccomandare ai genitori di farlo studiare; delle esperienze accanto ai giovani nella chiesa fiorentina, del desiderio di essere sempre un "parroco".

"Sono e sarò sempre un prete..."

Bassetti è una persona semplice e insieme di grande buonsenso; amato da chi lo conosce. Ho avuto la fortuna di poter collaborare con lui durante la lavorazione del libro sul Duomo di Arezzo realizzato insieme a Franco Paturzo, uno che oggi gioirebbe con me se solo fosse ancora con noi (hai visto Franco? Bassetti a capo dei vescovi...).

Indubbiamente è stato l'arrivo di Papa Francesco a dargli la spinta decisiva. Una carriera fulminante in pochi anni. Da amato vescovo di provincia ad arcivescovo di Perugia, a vice di Bagnasco, a capo dei vescovi italiani (in mezzo molti altri incarichi di prestigio).

C'è stato bisogno di una deroga papale perché Gualtiero potesse assumere questa carica, perché a 75 anni altrimenti non sarebbe stato possibile. Come non sarà possibile per lui, con ogni probabilità, accedere a un secondo mandato.

Quella di Gualtiero Bassetti è una nomina-svolta, uno dei grandi segnali inviati dal Papa alla Chiesa. Siamo di fronte all'opposto rispetto al cardinal Ruini e abbastanza di lato a Bagnasco, per capirsi.

Eppure i vescovi conservatori, vistisi scavalcati, pare che abbiano deciso di salire sul carro del probabile vincitore già prima della votazione. Tutto il mondo è paese...

da oggi la CEI è di certo un po' più umana e certi rigidi confini sono un po' più elastici.

Da curioso aretino non posso non chiedermi: "come avrà votato il vescovo Riccardo?"

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