Finalmente l'Arezzo è tornato a essere una squadra vera

Sarà il nuovo modulo, o forse il lavoro psicologico dell'allenatore o chissà cos'altro, ma sta di fatto che l'Arezzo è tornato a essere una squadra vera; qualcosa di inaspettato solo dieci giorni fa. Per via di assenze varie in formazione erano...

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Sarà il nuovo modulo, o forse il lavoro psicologico dell'allenatore o chissà cos'altro, ma sta di fatto che l'Arezzo è tornato a essere una squadra vera; qualcosa di inaspettato solo dieci giorni fa.

Per via di assenze varie in formazione erano presenti 4 ragazzi sotto i vent'anni e un quasi esordiente di 22. Prima dell'arrivo di Pavanel la squadra appariva timorosa e incerta, in sofferenza alla prima contrarietà o dopo essere passata in vantaggio. Sorvolando sulla prima partita del nuovo mister, una sorta di tappa di passaggio dove il modulo era ancora il vecchio 4-3-3 di Bellucci e gli interpreti anche (partita persa immeritatamente in casa contro la Lucchese), le due partite successive sono state giocate con personalità e vinte meritatamente in trasferta contro l'Alessandria e in casa contro il Pontedera.

Pare proprio che la strada intrapresa dal nuovo allenatore sia quella giusta. Alla fine dell'incontro con il Pontedera la squadra amaranto aveva speso tutto (Corradi e Yebhli accusavano crampi) e prodotto due traverse, due gol e varie altre situazioni pericolose davanti alla porta del Pontedera.

Alzi la mano chi aveva certezze alla vigilia, viste le assenze variamente motivate di Ferrario, Muscat, Luciani, Disanto, Cutolo e de Feudis.

Erano in campo contemporaneamente gli under Varga, Talarico, Yebli e Di Nardo, con Sabatino e Corradi fuori ruolo. Qualcosa di inimmaginabile solo dieci giorni fa; eppure i ragazzi in amaranto non hanno fatto rimpiangere i titolari e non hanno mai veramente sofferto l'avversario.

Si è visto un gioco organizzato e il massimo impegno da parte di tutti. Stavolta a partita finita è stata festa vera in curva e in campo, quasi una liberazione, visto che l'Arezzo non vinceva in casa dal 27 marzo scorso.

Ora c'è pochissimo tempo per preparare la partita di Livorno, in trasferta contro una capolista che ieri ha riposato e che macina vittorie come pepe. I sei punti nelle ultime due partite mettono gli amaranto aretini nella condizione di non aver molto da perdere e i labronici dovranno esprimersi al meglio se vorranno provare a smorzarne l'entusiasmo e la determinazione da Botoli Ringhiosi di dantesca memoria. Tra l'altro saranno di nuovo a disposizione di Pavanel i vari Muscat, Ferrario e Luciani, nonché Disanto e De Feudis. Ne vedremo delle belle all'Armando Picchi.

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