Fiera Antiquaria e promozione

Finalmente l'assessore Comanducci e il presidente della Camera di commercio Sereni parlano della necessità di promuovere almeno a livello nazionale la Fiera Antiquaria. E' un grosso passo avanti. Non è, infatti, che per la Fiera più grande e...

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Finalmente l'assessore Comanducci e il presidente della Camera di commercio Sereni parlano della necessità di promuovere almeno a livello nazionale la Fiera Antiquaria. E' un grosso passo avanti.

Non è, infatti, che per la Fiera più grande e longeva d'Italia (nel settore) basti il passaparola. Un tempo forse era così, quando in piazza Grande si vendeva antiquariato di qualità e altrove non si batteva un chiodo. Oggi lo stivale è pieno di fiere antiquarie o manifestazioni equivalenti, anche se si chiamano spesso diversamente. Eppure la quantità e la suggestione dei banchi nel centro storico di Arezzo non è raggiungibile da tutti.

Abbiamo la location, la frequenza mensile, la tradizione e il numero di espositori che ci mantengono al primo posto e bisogna sottolinearlo, farlo sapere a destra e a manca.

Un messaggio come "diffidate delle imitazioni" è necessario e costa. Ma si tratta di scelte, priorità. La Fiera di Arezzo è l'evento che porta più turisti da fuori città ed è il motivo per cui molte attività del centro storico sono ancora aperte e riescono a guadagnare.

Bisogna investirci seriamente. Comanducci dimentichi Back in Time anche per gli anni a venire e faccia la voce grossa in Giunta. Vanno spostate risorse verso la Fiera Antiquaria anche da parte della Camera di Commercio. Non ci mancano le professionalità e i rapporti capaci di produrre comunicazione intelligente e di qualità.

La Fiera di Giugno è andata bene, anche se eviterei toni trionfalistici. Il mercatino del modernariato al Prato è apparso quasi monotemetico (biancheria varia) e piuttosto ridotto di dimensioni rispetto alla location; la piazza della Libertà destinata al design d'annata non è stata un gran successo; in compenso ha pagato il weekend allungato al venerdì.

Certo, occorre educare gli espositori a rispettare gli orari di apertura e chiusura previsti. Non si può cominciare a chiudere i banchi alle 18,00 in estate, specialmente al sabato.

ma tutto può migliorare; intanto la comunicazione di livello nazionale è indispensabile.

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