Ex Lebole - i tempi saranno comunque molto lunghi

Si osservi cosa accade all'eterno cantiere della ex Camera di Commercio in viale Giotto e si capirà perché l'intervento di recupero dell'ex area Lebole non sarà compiuto in pochi anni. Ad Arezzo, oggi, non c'è mercato per spazi destinati al...

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Si osservi cosa accade all'eterno cantiere della ex Camera di Commercio in viale Giotto e si capirà perché l'intervento di recupero dell'ex area Lebole non sarà compiuto in pochi anni. Ad Arezzo, oggi, non c'è mercato per spazi destinati al direzionale, e pochissimo per quelli residenziali.

Non è che la crisi la si nomina, ma non c'è; purtroppo è forte e presente da ormai più di sei anni (nel 2010 Berlusconi, allora capo del Governo, ne annunciò la fine imminente) e non accenna a diminuire, checché ne dicano gli statistici che come vedono uno zero virgola qualcosa sono subito pronti a gridare alla ripresa.

Il mercato dell'edilizia è ben lungi dal riprendersi e non sono certo due nuovi cantieri o qualche ristrutturazione a riportarlo in auge. Ammesso che in auge sia destinato a ritornare, visto quanto suolo abbiamo consumato negli anni precedenti la crisi.

Ad Arezzo non c'è mercato per un intervento gigantesco come quello della ex Lebole e questo è il vero motivo del fatto che non vedremo a breve qualcosa di rilevante in quell'area. A meno che chi deve costruire non sia un incosciente, nel qual caso qualcosa di eclatante lo si vedrà. Verranno realizzati (TAR permettendo) gli spazi commerciali e con i soldi riscossi si investirà sul resto, ma non si arriverà alla fine e si realizzeranno palazzi non finiti, cantieri eterni.

In realtà non c'è mercato nemmeno per gli spazi commerciali, perché gli aretini sono già sommersi dai supermercati, anche in zona (ultimo arrivato Eurospin, ma il centro commerciale Setteponti, dove la COOP riduce i suoi spazi per crisi, è a cinque minuti di passi da lì). Al massimo può esserci margine per qualcosa di specialistico, ma se fossi una catena importante non ci scommetterei. Abbiamo in tasca meno soldi di quelli che le attività commerciali aretine avrebbero bisogno di farci spendere.

La sensazione, quindi, è che indipendentemente dai tribunali e dalle amministrazioni pubbliche, per ora (e per un bel po') quell'intervento non vedrà davvero la luce, se non in forma monca, eternamente incompleta e provvisoria (Dio non voglia).

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