rotate-mobile
ColtivarCultura

Opinioni

ColtivarCultura

A cura di Lucrezia Lombardo

La poesia spirituale di Carla Malerba. Versi in cerca di un futuro di speranza

Un'intervista di Lucrezia Lombardo per il blog ColtivarCultura

Carla Malerba è una poetessa elegante nei modi, come nella scrittura. I suoi versi, lucenti e d’una profondità talvolta accecante, riescono a penetrare nel sentire del lettore, discostandolo dai travagli quotidiani e trascinandolo in un universo parallelo in cui passato e presente si fondono e la memoria, unita al sogno, permea le pareti dello spazio. Autrice aretina, Carla Malerba ha alle spalle numerose pubblicazioni, per cui ha ricevuto importanti premi ed apprezzamenti critici, l’abbiamo intervistata per comprendere meglio il suo universo lirico-musicale, in cerca di quelle “poesie future” che riescano a rifocillarci con la bellezza, in un tempo faticoso, come quello che stiamo attraversando.

Come nasce il tuo amore per la poesia?

“Il mio amore per la poesia nasce alle elementari, luogo dove spesso si scrive e si fa poesia. Così alcune delle mie poesie scritte a scuola venivano pubblicate sui quotidiani locali della città in cui vivevo. In seguito ci furono le rime segrete dell’adolescenza e le alternanze di silenzio poetico e produzione. Ma fu un giudizio favorevole di Buzzati, Gramigna e Sala che mi spronò a continuare: “certo, tu hai vocazione e si nota uno sviluppo tematico e lessicale dalle prime prove alle ultime veramente interessante … (Su Amica, maggio 1963). Quindi posso dire che l’amore per la poesia nella mia vita c’è sempre stato, ma soprattutto negli anni del dolore conseguente alla della perdita dei genitori in quanto la poesia diveniva depositaria del vissuto che si era sgretolato e che solo lì, nei versi, poteva ricostituirsi. Oggi continua ad essermi compagna in un tempo dedicato equamente agli affetti, allo studio, alla composizione, alla disamina dell’esistenza, senza veli consolatori. È il tempo di Poesie future, la mia ultima raccolta”.

Ci racconti brevemente la tua evoluzione poetica, a partire dalle varie sillogi che hai pubblicato?

“Ho iniziato a pubblicare tra il ’99 e il 2001 le due prime sillogi, “Luci e ombre” e “Creature di acqua e di foglie”, quest’ultima con una presentazione di Carlo Starnazzi e corredata dalle pregevoli illustrazioni di Mario Caporali. Entrambe nascono in concomitanza con vicende esistenziali quali il distacco dai luoghi e la perdita degli affetti quasi fosse scaturita la volontà di fermare e conservare il vissuto, come ho già detto prima. L’evoluzione poetica passa necessariamente attraverso la moderazione dello stile espressivo, degli slittamenti emozionali per un rigore raggiunto a tappe: così mentre in “Di terre straniere” aleggia ancora il tema della nostalgia per l’Africa, la terra natale dove sono vissuta per i primi vent’anni della mia vita, nella raccolta successiva “Vita di una donna” riprendo i temi del viaggio esistenziale che in “Poesie future” è divenuto ricerca e orientamento su temi e riflessioni condivisibili”.

Cosa pensi della poesia contemporanea e quali sono secondo te i punti di forza e le criticità di essa?

“Mi sembra che la poesia contemporanea si muova su due filoni ben distinti: uno ancora legato alla tradizione del 900 per inclinazione e formazione, l’altro legato agli aspetti che la suggestione della poesia può suscitare. Parlo di suggestione perché nei primi vent’anni di questo secolo abbiamo assistito ad un vero e proprio fenomeno di fioritura poetica come si può constatare dai social.

Se la poesia rappresenta per l’uomo un’esperienza spirituale- e così pensiamo- si può comprendere la grande suggestione che su noi esercita nel momento creativo. Ecco perché nel frangente in cui si addensano le ombre dell’incerto destino dell’uomo, la poesia contemporanea si definisce come intuizione e ricerca di senso. Quale il punto di forza della poesia contemporanea, quale la sua criticità? Il fiorire di tanti nuovi talenti accanto a quelli già affermati e riconosciuti nel primo caso, il rischio, nel secondo, di vedere se la massiccia produzione poetica darà sempre esiti proficui”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti come scrittrice?

“I miei prossimi progetti come scrittrice? Vorrei tanto dedicarmi alla narrativa, ma la poesia è una padrona egoista, non mi lascia aperti molti spazi. Bisognerebbe non ascoltare il suo richiamo, ma questo è un tradimento Impossibile. Infatti scriverò, anzi sto già scrivendo la mia sesta raccolta e, come dice una mia antica poesia, mi trovo a intraprendere un viaggio per ora,” senza precisa destinazione”.

Si parla di

La poesia spirituale di Carla Malerba. Versi in cerca di un futuro di speranza

ArezzoNotizie è in caricamento