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Giovedì, 13 Giugno 2024
ColtivarCultura

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A cura di Lucrezia Lombardo

“Non a te nudo amore”: la raccolta di poesie 

Poesie d’amore scelte a cura di Nicola Crocetti e Massimo Recalcati

«Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale/ e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino…», sono questi i versi d’apertura di una delle liriche d’amore più belle e strazianti dell’intera storia letteraria. Come un disperato inno, che racconta il vuoto lasciato dall’assenza dell’amata, Montale grida il dolore della perdita, che s’avventa sulla vita rompendo l’equilibri di quel mondo a due, destinato a restare, adesso, un lamento che strazia la memoria.

E proprio all’amore, in quanto indecifrabile mistero, è dedicata Non a te nudo amore (Crocetti editore), una raccolta di poesie d’amore scelte curata da Nicola Crocetti e Massimo Recalcati. Il libro è un viaggio nella misteriosa dimensione che Eros fa sbocciare nel cuore umano e raccoglie i versi d’amore di alcuni dei maggior poeti d’ogni tempo, da Montale, sino a Petrarca, Saba, Pascoli, passando per Baudelaire, Anna Achmatova, Rilke, Hikmet e molti altri. La logica della silloge, difatti, non è spaziale né temporale, bensì emotiva e, come scrive Recalcati nell’introduzione, ciò che i versi intendono raccontare è il più complesso mistero dell’universo: Eros, con la sua natura imprevedibile e spiazzante. Proprio al mistero dell’amare, del resto, non è dato approcciarsi con metodo analitico, ma l’unica via che ad esso conduce è il-porsi-in-ascolto, accettando che all’amore non si può che soccombere, nella misura in cui esso eccede qualsiasi calcolo e giunge come una visitazione a rischiarare l’esistenza. L’amore è pertanto la forza che spinge l’uomo a uscire dall’isolamento, creando un mondo nuovo, in cui la dualità si fa unità. Mondo della cui grazia ultraterrena cantano i poeti, i quali, tuttavia, hanno anche raccontato il crollo delle illusioni e l’usura di un dolore incontenibile, allorché l’armonia si spezza e, con essa, il mondo a due che gli amanti avevano eretto.

La scelta di ricorrere ai versi per indagare l’universo amoroso -una dimensione che travalica la carne, sebbene di essa si nutra, riuscendo ad elevare il vivente sino alle dimensioni spirituali- deriva dal fatto che nessuno, al pari dei poeti, ha saputo, nell’arco dei secoli, porsi in ascolto del mistero di Eros, divinità custode di quel medesimo enigma che è all’origine della vita e di ogni spinta intenzionale che anima quest’universo.

Percorrendo secoli e culture, così, i due curatori del libro conducono il lettore in una dimensione atemporale e dominata da Eros, forza motrice che, al pari della morte, livella le differenze e colpisce, con la sua potenza irresistibile, i ricchi come i poveri, rendendoli parimenti suoi “schiavi”.

Leggendo i testi -che innescano un crescendo emotivo, capace di far provare al lettore l’interezza delle sfumature sentimentali dall’esperienza amorosa- ciò che resta è un senso di gioia, derivante dalla certezza che, qualsiasi cosa sarà del mondo, rimarrà sempre viva, nel cuore dell’uomo, una spinta creativa capace di generare nuovi inizi, poiché tale forza è consustanziale alla nostra natura. Come energia cosmica, Eros muove infatti la storia e ogni evento, tant’è che, come scrive Shakespeare: «…Faccio la guerra al tempo per tuo amore:/ e più ti strappa, più ripianto il fiore».

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