ColtivarCultura

Opinioni

ColtivarCultura

A cura di Lucrezia Lombardo

Vi racconto uno degli ultimi umanisti

E' il direttore della casa editrice Divergenze, che sarà ospite ad Arezzo nel 2022 per presentare la realtà culturale ed editoriale che ha creato

Editore, consulente letterario, autore, intellettuale poliedrico e con un’eleganza di spirito d’altri tempi: Fabio Ivan Pigola è tutto questo, eppure, nonostante l’incredibile bagaglio culturale che possiede, resta una persona umile e di una sensibilità che lo rende capace d’inconsueti gesti di altruismo e umanità.

Brillante e dotato di un’ironia socratica dissacrante, Pigola ha saputo fare dell’amore per la letteratura un mestiere, coinvolgendo giovani e giovanissimi, in quello che è diventato, in poco tempo, uno dei più interessanti progetti culturali ed editoriali del nostro paese: Divergenze. Il nome scelto da Pigola per la casa editrice che dirige, non lascia margini di errore: siamo davanti ad una creazione originalissima, che si fonda sulla volontà di dare al pensiero la possibilità di esprimersi, senza censure e volando alto, oltre la massificazione omologante che ci attanaglia. Divergenze spazia infatti dai classici del passato, agli autori contemporanei che escono dal coro, facendo della scrittura una visione capace di incidere sul presente.

Nonostante la giovane età, il Direttore di Divergenze è riuscito a fare della casa editrice una fucina d’idee innovative, affiancando, agli autori esordienti, nomi noti come Pavese (di cui è stata appena pubblicata l’opera Paesi tuoi, a cura di Erika Cancellu e di Nicoletta Prestafilippo), Oriani, Cinelli, Albertazzi, o come Rosa Mangini, autrice del memorabile testo La rivoluzione, forse domani, adottato in molte scuole superiori.

Pubblicando libri coraggiosi, dissidenti, e capaci di esplorare la contemporaneità ed il sentire dell’uomo da punti di vista insoliti e disincantati, Pigola ha ridato vita a un settore -l’editoria- troppo spesso preda del mercato e, dunque, di un consumismo disposto a sacrificare la qualità, in nome delle vendite. Divergenze, del resto, ragiona “in modo difforme”, nella certezza che sia il valore delle parole a determinare il mercato e non viceversa. Editore lungimirante e scrittore irriverente, Pigola ha di recente pubblicato un romanzo sorprendente ed appassionate, che verrà presentato ad Arezzo nell’anno nuovo e che s’intitola Al di là della polvere (Divergenze 2021). Senza svelare troppi dettagli, l’opera non è soltanto la storia di un paese -Belgioioso-, ma piuttosto “un romanzo antropologico” che prende spunto da passato, per parlare del nostro tempo, costringendoci a riflettere sulla società in cui viviamo, mentre lo stile di Pigola, caratterizzato da un tocco d’ironia e da un’impareggiabile eleganza, rende la lettura magneticamente coinvolgente.

Sin dal primo momento in cui ho palato con Fabio Ivan, ho capito che avevo a che fare con un uomo di raffinata cultura (requisito essenziale per dirsi “editore”, o “scrittore”), ma soprattutto con una persona “fuori dalle righe”, anticonformista per essenza e priva di quei pregiudizi, e di quelle “certezze di compromesso”, che impediscono ogni evoluzione interiore. Si, perché Pigola è uno degli ultimi veri umanisti rimasti nel nostro paese ed è uno degli ultimi editori che hanno il coraggio d’investire sulla forza dirompente delle parole, al di là di ogni appartenenza ed in nome di una sola cosa: la qualità della letteratura, nella certezza che il linguaggio costituisca l’unico “strumento” in grado di cambiare la realtà.

Si parla di

Vi racconto uno degli ultimi umanisti

ArezzoNotizie è in caricamento