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A cura di Lucrezia Lombardo

“Il cuore a scuola”. Luisa Battilana racconta il sul suo nuovo romanzo

Il libro è un viaggio nel mondo adolescenziale e nell’universo della scuola contemporanea, raccontato dalla voce gentile di una docente attenta e capace di toccare il cuore dei suoi alunni

Uscirà il prossimo 14 giugno il nuovo libro dell’autrice Luisa Battilana, intitolato Il cuore a scuola. Mi aspettavo uno studente ma è arrivato un figlio (Pesciolinorosso editore). Il romanzo, ambientato presso una scuola superiore italiana, ha per protagonista Giulia, un'alunna difficile che vive in pieno il travaglio del malessere adolescenziale. Coprotagonistà è la sua professoressa Rita, che affianca Giulia con discrezione e con un ascolto calibrato. Ne scaturiscono riflessioni in cui genitori e adulti vengono percepiti dai ragazzi in modo particolare, tra aspettative e delusioni.

Il libro è dunque un viaggio nel mondo adolescenziale e nell’universo della scuola contemporanea, raccontato dalla voce gentile di una docente attenta e capace di toccare il cuore dei suoi alunni. Abbiamo intervistato Luisa Battilana per saperne di più del suo libro.

Com’è nata lidea di scrivere Il cuore a scuola. Mi aspettavo uno studente ma è arrivato un figlio”?

“L'idea mi è venuta perché volevo condividere i contenuti principali dei testi che scrivono gli alunni adolescenti e che da anni leggo. Il loro percepito sul mondo. Viviamo in una società prevalentemente gerontocratica, lasciando poco spazio alla voce dei giovani.

E inoltre volevo parlare di scuola: ormai l'unico luogo di formazione e aggregazione sociale.”

La protagonista del tuo romanzo eGiulia, una giovane che attraversa il travaglio delladolescenza. Puoi parlarci un pomeglio di questa ragazza e della generazione di giovani con cui quotidianamente ti confronti in classe?

“La storia di Giulia si ispira ad alcune vicende di una mia alunna che ho avuto anni fa.  Giulia, come tanti ragazzi di oggi, si sente sola,  incompresa a casa, a disagio a scuola, con le amiche e in crisi nella relazione di coppia. È  alla ricerca di uno sguardo su di sé che troverà solo nella sua prof. La generazione dei  ragazzi di oggi è  fragile,  (paure, ansia,  crisi di panico)  fatica ad entrare in contatto con le proprie emozioni. Ha paura del giudizio degli altri, perciò si omologa.  Preferisce la vita virtuale che quella reale. Sono tanti i "bravi" ragazzi, ma difficilmente comunicano e si esprimono con iniziative concrete e originali.”

Tu sei uninsegnate e da anni lavori nel mondo della scuola, c’è un podi te in Rita, la docente coprotagonista del libro?

“Certamente sì. In molte parti del romanzo  mi riferisco a situazioni e riflessioni che vivo quotidianamente. Inoltre la scelta del nome non è  casuale. Rita era la mia prof di Lettere al Ginnasio che mi ha fatto innamorare della "parola" letta e scritta.”

Perché  hai scelto di scrivere proprio un romanzo sulla scuola? Quale messaggio vorresti che venisse veicolato a partire dal tuo testo?

“Perché quando si parla di scuola lo si fa prevalentemente con la saggistica. Volevo vivacizzare l'argomento scuola, perché seguendo le vicende delle due protagoniste del mio romanzo, ci si sente più coinvolti. I messaggi che vorrei venissero veicolati sono tre. Imparare ad intercettare e ascoltare i bisogni degli adolescenti. Gli adulti (genitori e insegnanti) devono acquisire maggiore consapevolezza della loro grande responsabilità nel favorire il benessere (o il contrario) degli adolescenti. I ragazzi non devono scontare le conseguenze di adulti irrisolti.”

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