L'Opinione di Brunacci

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A cura di Gianni Brunacci

Triste morte di un senza tetto, chissà se inevitabile

Passano lì, sopra quella griglia, le ore più fredde delle giornate più fredde. Da lì sale aria calda proveniente dai locali tecnici sottostanti. Da anni ormai quello è un luogo di incontro per i senza tetto che più o meno provvisoriamente vivono...

Passano lì, sopra quella griglia, le ore più fredde delle giornate più fredde. Da lì sale aria calda proveniente dai locali tecnici sottostanti. Da anni ormai quello è un luogo di incontro per i senza tetto che più o meno provvisoriamente vivono in città.

Uno di loro è morto, lì, dove cercava riparo dalla prima temperatura rigida dell'anno. Può essere morto per un malore, un infarto o comunque qualcosa di inevitabile. Può darsi che non abbia voluto o potuto chiedere aiuto nemmeno ai suoi compagni di caldo. Difficilmente è morto di freddo, vista l'aria calda che esce da quelle griglie.

Chissà perché se n'è andato, quindi, ma con ciò non possiamo lavarci la coscienza per il fatto che il dormitorio di San Domenico sia chiuso. Aprirà tra dicembre ed aprile, grazie ai volontari, ma una città civile dovrebbe farsene carico tutto l'anno, e comunque non è certo la prima volta che in ottobre e novembre le temperature scendono di brutto...

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