Banca Etruria - pian piano emergono le responsabilità del crac e delle truffe

Giorno per giorno emergono notizie che aiutano a chiarire il quadro relativo alle responsabilità del crac Banca Etruria e di quelle che paiono sempre di più delle vere e proprie truffe ai danni  di cittadini risparmiatori/investitori. Era...

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Giorno per giorno emergono notizie che aiutano a chiarire il quadro relativo alle responsabilità del crac Banca Etruria e di quelle che paiono sempre di più delle vere e proprie truffe ai danni di cittadini risparmiatori/investitori.

Era lecito attenderlo e necessario che avvenisse, anche considerando il fatto che è un diritto dei truffati conoscere i meccanismi che hanno portato alla situazione attuale.

Intendiamoci, le indagini e i procedimenti in corso sono ancora all'inizio, ma nonostante questo comincia a delinearsi un quadro a tinte fosche. Un dipinto complesso che racconta di una banca già in grave difficoltà nel 2012; di rimedi impropri (e alla fine comunque inefficaci) posti in essere contando sulla fiducia che il crac non sarebbe mai arrivato; dell'uso di pratiche scorrette nei confronti di ignari cittadini in buona fede; di conflitti di interessi a molti zeri; di fidi concessi con troppa facilità a chi non li meritava e anche di emolumenti o liquidazioni scandalosamente alti, sopratutto vista la situazione dell'istituto.

Ormai non ci stupiamo più di niente, anche vedendo che a Vicenza si stava e si sta peggio che ad Arezzo (a proposito: c'è ancora chi rimpiange il mancato matrimonio tra due banche alla canna del gas?).

Certo, non si possono dimenticare facilmente certi volti dalle espressioni arroganti di qualche dirigente di spicco. E da umile osservatore delle cose aretine, non dimentico nemmeno le "convocazioni" presso la sede della banca in veste di testimone del sentire dei cittadini nei confronti dell'istituto di via Calamandrei. Avveniva, oggi lo so, in momenti in cui la crisi era già pesantissima, forse irreversibile.

Le indagini e i procedimenti proseguiranno ancora a lungo e speriamo che alla fine a pagare legalmente siano i veri responsabili di un crac che ha privato il territorio del necessario appoggio costituito dalla Banca di riferimento.

Intanto c'è un altro soggetto, oltre ai singoli risparmiatori truffati, che paga questa situazione anomala, ed è l'intera comunità aretina, la quale non può comunque fare a meno di chiedersi se l'andamento della propria Banca non sia stato figlio delle stortura di una economia basata su molti falsi numeri e grandi inciuci tra ex potentati locali, imprenditori, amministratori o funzionari che fossero.

E' triste anche pensare che negli anni sono stati molti coloro che si sono visti negare piccoli prestiti mentre qualcuno si appropriava ingiustamente di milioni di euro con assoluta nonchalance.

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