Sabato, 31 Luglio 2021
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Banca Etruria - 300 milioni non son pochi...

Si fa presto a scrivere 300 milioni come richiesta di risarcimento a 35 ex amministratori (e sindaci revisori) della Banca Etruria dichiarata insolvente per una cifra poco superiore, ma si fa meno presto a ottenerli. Il commissario liquidatore...

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Si fa presto a scrivere 300 milioni come richiesta di risarcimento a 35 ex amministratori (e sindaci revisori) della Banca Etruria dichiarata insolvente per una cifra poco superiore, ma si fa meno presto a ottenerli. Il commissario liquidatore Santoni scrive nero su bianco e chiede quei denari entro trenta giorni, ma è chiaro a tutti che dovrà adire alle vie legali (in sede civile) per provare a portare a casa somme comunque molto diverse. Molto diverse sopratutto perché i destinatari delle richieste, che sono stati chiamati in solido (l'importante è che venga pagato il totale, non le singole cifre) alla restituzione, in molti casi non dispongono di somme per oltre 8 milioni di euro, ma nemmeno di qualcosa di simile. E non saranno certo quei pochi, anzi pochissimi, che possono disporne (magari calcolando liquidi e capitali vari) a coprire il tutto.

Quindi azione di responsabilità e causa civile. Chissà quale sarà il risultato finale.

E' vero che chi accetta un incarico prestigioso deve sapere che insieme agli onori (visibilità e denaro) esistono gli oneri (impegno nel ricoprirlo al meglio, responsabilità anche formali), ma non sfugge certamente ai più che in questo caso qualcuno è stato in carica otto mesi con in mano (insieme a Banca d'Italia) un istituto moribondo, mentre qualcun altro ha amministrato una realtà ancora viva portandola al coma irreversibile e qualcun altro ancora ha chiuso gli occhi (almeno parzialmente, secondo il liquidatore) mentre aveva la responsabilità della revisione dei conti.

Evitando di approfondire altri distinguo, che pure esistono (c'è, per esempio, chi ha lasciato presto la carica), possono costoro essere trattati alla pari? L'impressione è che no, non sia né giusto né corretto formalmente, ma questo sarà il tribunale a deciderlo, non si sa quando.

Intanto le vittime vere della questione aspettano un risarcimento dei danni che ogni giorno teoricamente aumenta, ma non arriva mai...

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