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L'eccidio di Civitella nel 1944

La strage fu compiuta dalle truppe dei tedeschi il 29 giugno del 1944 e toccò, oltre al paese di Civitella, anche Cornia e San Pancrazio per un totale di 244 vittime

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Il mese di giugno si stava chiudendo. Da li a pochi giorni gli Alleati avrebbero raggiunto Arezzo. I soldati tedeschi che si trovavano nel paese di Civitella si recarono al locale del dopolavoro ferroviario frequentato dagli abitanti. La loro presenza non passò inosservata. Un gruppo di partigiani irruppe nel locale con l’intento di disarmare i militari. Ne seguì prima una colluttazione poi una sparatoria nella quale due tedeschi persero la vita, uno riuscì a scappare con il compagno ferito. La popolazione, impaurita lasciò il paese dove rimasero solo donne, bambini e vecchi. I tedeschi ricevettero sepoltura alla quale partecipò la popolazione e i commilitoni. Pochi giorni dopo, i tedeschi ricomparvero a Civitella, perquisirono il paese, radunarono gli abitanti rimasti nella piazza e iniziarono ad indagare sull’uccisione dei compagni. Non emerse nulla e tutti furono invitati a ritornare nelle proprie abitazioni.

Nel giorno in cui si stavano festeggiando i Santi Pietro e Paolo tutti erano rientrati a Civitella. I tedeschi avanzando dalle pendici della collina iniziarono a sparare. Si introdussero nelle case, uccisero gli abitanti e diedero fuoco a ciò che rimaneva. Don Alcide Lazzeri, al quale è stata conferita la Medaglia d’oro, cercò di scambiare la sua vita con quella dei civili ma non fu ascoltato e cadde ucciso insieme ai suoi parrocchiani. 161 le vittime, un paese distrutto dalle fiamme che si presentò agli Alleati, circa quindici giorni dopo, come un paese fantasma devastato dalla ferocia nazista.

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