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La ripartenza: un successo nel segno dei senatori per un Arezzo ancora in costruzione

Una vittoria nel segno dei senatori con una squadra che deve ancora strutturarsi sul piano del gioco e in due zone del campo. Ma intanto vincere aiuta a lavorare con tranquillità

Piancastagnaio. Fa un certo effetto aver visto l'Arezzo ripartire dopo sette mesi da qui, da una località che richiama gli anni della polvere della serie D, la stessa categoria che a fine luglio era un'ancora di salvezza, quando il baratro sembrava sempre più vicino. Da Monza a Piancastagnaio è accaduto di tutto, ma questa volta non c'era la serie D ad attendere l'Arezzo dopo una serie di tornanti, anche se di fatto la strada è ancora lunga.

Quel che resta di una partita di Coppa Italia giocata da una squadra rodata negli uomini e nel progetto (Pontedera) e una agli albori del propri cammino (Arezzo) è la vittoria della seconda ottenuta con il guizzo dei suoi senatori. Quel Belloni che sulla catena di destra con Luciani ha fatto vedere gli spunti più interessanti e poi il solito Cutolo con un gol che anticipa quel rinnovo di contratto per andare a chiudere, come desidera, la carriera ad Arezzo.

Pontedera-Arezzo 1-2, Potenza: "Buon risultato, ma serve più personalità"

L'Arezzo è ancora un cantiere aperto. Basta vedere la tribuna piena di giocatori arrivati che devono apprendere i primi movimenti per poter scendere in campo, ma piena anche di esuberi che il Cavallino proverà a piazzare e sarà sicuramente la parte più difficile perchè alcuni sono per certi versi ostaggi dei loro ingaggi e di contratti pluriennali. Intanto però qualcosa si muove perchè Di Bari ha le idee chiare e vuole andare a pescare altri 3-4 innesti come due difensori esperti e due centravanti. Occhi puntati su due finalizzatori, 'due torri' per togliere Cutolo dall'impiccio di essere un 'falso nueve' visto che le cose migliori il capitano le ha fatte quando gli è stato tolto l'obbligo di dare riferimento centralmente.

Potenza ha ammesso senza troppi problemi che nella prima mezz'ora è mancata personalità e non poteva fare altrimenti. Un Arezzo timoroso nel palleggio con qualche errore di troppo nell'impostare. Meglio la ripresa e chissà che un aiuto in futuro non arrivi da Maleš che deve ancora apprendere qualche parola in più di italiano e trovare la migliore condizioni. Certo è che un calciatore che ha giocato in Europa League e Champions League non sente scottare il pallone. Il transfer però non è ancora arrivato e alla fine saltare la prima giornata per lo sciopero indetto dall'Assocalciatori può essere un aiuto per avere il croato magari contro il Perugia (ma non è detto) e per inserire i nuovi.

L'Arezzo lavora, prova ad affinare il 3-4-3 palla a terra e fraseggio di Potenza, e si gode il primo successo. Vincere aiuta a vincere, ma per adesso basta anche solo poter lavorare con tranquillità e serenità. Per il calcio vero dopo sette mesi di stop sarà necessario aspettare qualche settimana per l'Arezzo ma più in generale per tutta la serie C.

Una piccola nota a margine la merita lo stadio di Piancastagnaio, ultimato nel restyling e con un manto erboso di ultima generazione con l'erba sintetica che non ha accusato nessun problema nonostante l'acquazzone. C'era l'obbligo delle porte chiuse imposto dalle norme anti Covid. C'era la misurazione della febbre, l'obbligo del distanziamento e della mascherina, ma solo in tribuna. Dietro la porta che ha alle spalle via Spartaco Lavagnini erano assiepati una cinquantina di spettatori, anche aretini. Un'immagine che caraterizzerà gli impianti (dove sarà possibile farlo) almeno fino a quando non verrà presa una decisione definitiva su come e quando riaprire gli stadi.Pontedera_Arezzo_CoppaItalia_2020_pubblico-2

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Appassionato di sport in generale anche se il calcio e l'amaranto restano il primo amore.

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