90 + recupero

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Approccio, il peso del nove e del sei, mercato e tour de force. La lunga settimana dell'Arezzo

L'esordio di un campionato, iniziato di rincorsa, ha messo in luce le necessità di una rosa che aspetta rinforzi dovendo intanto fronteggiare un calendario fin troppo fitto

A come approccio. Una delle lacune più evidenti insieme al centravanti. Ma se il bomber può arrivare dal mercato quello dell'approccio è una questione di testa e carattere che va tirato fuori non si sa bene con quale allenamento. Con il Pontedera era andata bene la prima mezz'ora, la Feralpi non ha fatto sconti, e qui sta la differenza di una squadra che deve crescere in fretta anche sotto questo punto di vista.

B come Borghini. Ha fatto effetto vederlo partire dalla panchina anche perchè nella passata stagione e in questo precampionato è stato sicuramente tra i più propositivi e di certo affidabile. Considerando che l'input di Potenza è quello di partire palla a terra da dietro viene difficile pensare di rinunciarci ancora, anche perchè tra i difensori di ruolo ad oggi è quello più affidabile.

C come Cutolo. A 37 anni guida il gruppo nel lavoro atletico, è il più pericoloso e l'unico ad aver trovato il gol, meritando il rinnovo da parte della nuova proprietà. Bene così, ma l'Arezzo ha bisogno anche di altri punti fermi.

D come derby. Torna dopo dieci quello più atteso dopo il trasferimento nel girone B e proprio nel momento meno indicato, senza pubblico e con una squadra che è un cantiere aperto come quella amaranto. 

E come (il grande) ex. Pacche sulle spalle, sorrisi con i suoi uomini. Vedere Pavanel da avversario è sempre difficile. Puoi fare il tifo per lui quando non lo affronti, se poi ti batte ti arrabbi ma perchè avresti voluto che quel rapporto proseguisse dopo il maggio 2018. Speriamo nel ritorno, che il Covid allenti la morsa, e che il Generale trovi il giusto tributo del suo pubblico.

F come Feralpi Salò. Una squadra che oltre alla solidità economica ha praticità e organizzazione. Si vede che ha potuto lavorare per tempo nella scelta dei giocatori bloccando gli elementi più idonei alla causa, iniziando per tempo il lavoro sul campo. Pavanel parla di un girone B equilibrato, dove le big sono altre. Sicuramente è così, ma questa Feralpi fa bene a puntare in alto.

G come girone. Il trasferimento nel gruppo B è stato (seppur annunciato) una sorpresa. L'Arezzo risparmia 4mila km di trasferte, ma il livello si è alzato. Se nel girone A, sulla carta, le piemontesi Novara e Alessandria incutono timore, insieme al Lecco e al Como, per il resto si parla di compagini più che abbordabili. Compreso il Livorno ripartito con una nuova proprietà e con diversi aspetti da sistemare. Il girone B è decisamente più agguerrito sia nei primissimi piani tra Padova, Feralpi e Triestina senza dimenticare il Perugia. Insomma un gruppo a dir poco tosto e con una prima giornata dai risultati sorprendenti.

I come inedite. Come le sfide che proporrà all'Arezzo questo girone B tra il Matelica, l'Imolese oppure la Virtusvecomp Verona e Legnago.

L come liquidità. Quella immessa per saldare in poche settimane gli F24 (l'Arezzo può dilazionare i 650mila euro circa), fideiussioni, oltre al prossimo saldo degli stipendi (giugno) atteso a ore a cui alcuni ex tesserati non hanno rinunciato. E' statta una partenza di riconrsa quella del Cavallino tra impegni calcistici, organizzativi e poi ovviamente pagamenti che hanno richiesto subito uno sforzo non da poco per sanare la posizione del club e rispettare i paletti impesti dalla Lega Pro. Intanto la prova dei requisiti di onorabilità è stata superata come spiegano voci di corridoio e già questo è un buon segnale.

M come minutaggio. Quest'anno è cambiata la regola e praticamente non bastano tre under in campo per prendere contributi. I '98 sono under ma solo due valgono per il bonus e la soglia da raggiungere è di 271 minuti. Detto questo l'Arezzo per adesso resta al palo, in attesa di Nader e Gilli, mentre la Feralpi ha incamerato un bel gruzzoletto con tre 2000 e un 2001.

N come nove. Il numero del centravanti, della prima punta, del bomber. Una maglia ad oggi sulle maglie di un ragazzo di belle speranze che si chiama Zuppel ma che attende (se possibile) un certo Massimiliano Pesenti in uscita dal Padova e ai margini della rosa. L'Arezzo lo tenta, mezza C lo insegue nonostante un'ultima stagione in grigio. Vada come vada difficile averlo per il derby, ma all'Arezzo il nove serve come il pane, così come il suo contrario ovvero il sei, un difensore che posso dare sicurezza e velocità. Un altro obiettivo da qui a lunedì prossimo.

O come Oxilia. Il responsabile della comunicazione della Feralpi, disponibile e pronto a risolvere gli imprevisti del caso.

P come Perugia. Non se la passano bene nemmeno i biancorossi, retrocessi dalla B, contestati e con una squadra in costruzione dove stanno arrivano giocatori per le primissime posizioni. Il Grifone è in ritardo sulla tabella di marcia, così come il Cavallino. All'esordio il pari con il Fano ha lasciato l'amaro in bocca e anche per il Perugia c'è l'impegno in Coppa ad Ascoli mercoledì che forse è più un peso che un aiuto.

Q come quattro. I minuti trascorsi prima di incassare il gol di Miracoli con un mix di disattenzioni, a partire dal mancato funzionamento della trappola del fuorigioco.

R come rivoluzione. Precampionato all'insegna del 3-4-3 e prima di campionato con il 3-5-2. Ok, non è una rivoluzione epocale ma ha fatto storcere la bocca dopo pochi minuti e lasciato qualche perplessità un cambio così repentino che ha tolto qualche sicurezza ad una squadra già titubante in avvio di partita.

S come senatori. Luciani, Foglia e Cutolo. Ecco i tre senatori del Cavallino, anzi senatori a vita dopo i loro rinnovi. In un calcio come quello di oggi soprattutto in C è cosa rara vedere un elemento legarsi per 6-7 anni ad un club. Eppure loro sono passati da Ferretti alla Neos, a Matteoni e La Cava fino alla Mag Servizi Energia. Passano presidenti e direttori, anche allenatori, ma loro sono lì: centrali al progetto.

T come tour de force. Pontedera di mercoledì, Feralpi Salò la domenica, Cremonese di mercoledì in Coppa quindi il Perugia nel posticipo. Il giovedì seguente la trasferta di Gubbio quindi la Virtusvecomp Verona. In pratica fino a domenica 11 ottobre si gioca ogni tre giorni. Siamo solo all'inizio ma la stagione può prendere già una certa piega. 

U come under. Tolti i '98 che ad aggi sono under ma solo due valgono per il minutaggio, l'Arezzo conta Nader, Zuppel, Sane, Gilli e Sportelli. Cinque giocatori arrivati a rimpolpare una truppa fin troppo esigua e che annoverava i soli Raja e Sussi.

V come vivaio. Il dg Fabbro ha incontrato ieri sera i responsabili delle giovanili delle altre squadre aretine. Un primo passo per riallacciare rapporti forse mai veramente esistiti. L'esito del summit lo vedremo in futuro, di sicuro per costruire un settore giovanile come si deve è un po' come costruire Roma.

Z come Zini. Non l'ex amaranto passato alla Pianese, ma lo stadio 'Giovanni Zini' di Cremona lì dove nel 2010 l'Arezzo ci ha letteralmente sbattuto il muso a inizio campionato - sconfitta 5-1 in maglia verde - e ai playoff con la surreale conferenza stampa sui gradoni della tribuna, preludio della chiusura della A.C. Arezzo. Tra poche ore si torna qui, a distanza di dieci anni.

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Appassionato di sport in generale anche se il calcio e l'amaranto restano il primo amore.

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