90 + recupero

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Una scommessa persa, un esonero nel momento meno indicato. Falsa partenza, l'Arezzo deve già inseguire

Un mini precampionato, un mercato che non ha portato il tanto atteso difensore centrale ma anche le scelte tattiche. Potenza paga scelte proprie e non solo. I motivi di un esonero che costringe l'Arezzo a cambiare già il proprio copione

Di Bari e Potenza

Una scomessa. Era stata definita così la scelta dell'Arezzo di puntare su Alessandro Potenza. Una scommessa rischiosa come si è poi dimostrata, anche se legittima per chi fa calcio. Fosse stata una stagione normale, con un precampionato lungo almeno un mese e mezzo, con la squadra in ritiro da metà luglio fino a dopo metà agosto, un tecnico seppur alla prima esperienza in Serie C avrebbe potuto provare, sbagliare e correggere. Nessuno ha chiesto di vincere il campionato dopo aver vissuto l'incubo di un altro fellimento, ma di certo nemmeno di vivere laggiù nell'oscurità della classifica.

E invece la pandemia ha complicato le cose (non solo all'Arezzo). Precampionato che scatta il 24 agosto, undici giorni dopo un passaggio di proprietà che ha avuto il sapore della salvezza. Il tecnico che arriva pochi giorni dopo, due settimane di ritiro con la squadra in costruzione con il mercato che i colpi migliori li riserva ben dopo la prima giornata. E intanto l'Arezzo è lì ad arrancare.

Potenza paga per primo e paga anche le sue scelte, come ad esempio aver lavorato a Chianciano per il tridente per poi passare al 3-4-1-2 ribattezzato da Pochesci in 5-3-2. Ma oltre al mister paga anche il direttore sportivo. Giuseppe Di Bari ha creduto fin da subito nell'ex difensore di Inter, Fiorentina e Catania. Ci ha messo la faccia e il contratto. Anche il direttore ha pagato le sue scelte, la sua scommessa, che oltre al tecnico ha riguardato certe scelte di mercato. Il mancato arrivo di un centrale difensivo di esperienza, una delle necessità, la partenza di Pissardo, ma anche la difficile cessione di elementi 'incatenati' dai loro ingaggi per poi reperire i fondi con cui operare.

La sensazione è stata quella di una squadra che all'inizio doveva essere allestita con un certo budget, invitando i responsabili almeno all'inizio a scegliere in categorie inferiori e vivai, o tra gli svincolati. Poi con il passare del tempo è stato necessario alzare l'asticella, complice le asperità di una Lega Pro che soprattutto quest'anno non accetta scommesse.

Sarà un caso ma le squadre che hanno cambiato meno sono partite subito forte. Chi ha scelto la continuità difficilmente ha sbagliato e il concetto lo aveva ribadito anche un certo Massimo Pavanel. Adesso è già tempo di voltare pagina e dalle prime indiscrezioni sembra proprio che il Cavallino abbia già scelto il nuovo mister, una figura esperta. Certo è che l'esonero si è consumato nella settimana meno indicata. Dal 25 settembre a domenica scorsa l'Arezzo ha giocato ogni tre giorni. C'è stata una settimana tipo prima di Carpi, crocevia dell'esperienza di Potenza in panchina. Forse già dopo il ko con la Virtusvecomp era necessario dare una scossa visto che chiunque arriverà avrà poche ore per preparare la sfida con il Padova e quella con il Matelica.

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Appassionato di sport in generale anche se il calcio e l'amaranto restano il primo amore.

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