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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Dalla pediatria

Martini: "La vaccinazione Covid nei bambini sta andando bene, slot liberi a gennaio. Molti lattanti ricoverati per virus sinciziale"

Il primario della Pediatria di Arezzo spiega perché è importante che anche i bambini vengano vaccinati contro il Covid, ma contemporaneamente avverte l'ondata di ricoveri per il virus influenzale sinciziale che provoca bronchioliti e polmoniti

Sono passati 12 giorni dall'avvio della vaccinazione pediatrica anti-covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. E il primo bilancio non può che essere positivo. A tracciarlo è il primario della Pediatria dell'ospedale San Donato di Arezzo Marco Martini che sta seguendo da vicino questo fronte oltra a quello del virus sinciziale che sta interessando molti lattanti.

Come stanno andando le vaccinazioni pediatriche?

"Molto bene, le prenotazioni stanno andando avanti e fino al 13 gennaio è tutto pieno, sia all'hub di Arezzo Fiere che in quelli della provincia. I bambini vengono tranquilli, le sedute si sono via via riempite e questo significa che c'è stata una buona risposa dalle famiglie, un buonn segno. Però questa curva di vaccinati sotto gli undici anni potrebbe attenuarsi perché in questo momento moltissimi bambini sono positivi."

Perché il Covid-19 sta colpendo soprattutto loro in questo momento?

"E' una conseguenza facile da spiegare, perché colpisce principalmente la fascia dei non vaccinati soprattutto con la presenza di Omicron. La fascia degli 8-11 anni è davvero molto interessata anche se hanno forme con sintomi lievi rispetto all'adulto."

Ci sono casi di bambini positivi finiti in ospedale?

"Sì ci sono, ma non sono venuti al pronto soccorso pediatrico o in reparto per via del Covid, ma per altri bisogni, urologici o altro e quando hanno fatto il tampone hanno scoperto di essere positivi."

Come siete organizzati?

"Noi abbiamo delle stanze di ricovero Covid e non covid in pediatria, inoltre abbiamo anche separato il pronto soccorso pediatrico per chi è contagiato da chi non lo è"

C'è preoccupazione?

"La preoccupazione riguarda soprattutto la diffusione del virus sinciziale che colpisce lattanti soprattutto sotto i sei mesi provocando bronchioliti e insufficienza respiratoria, si tratta di pazienti che ricevono ossigeno terapia e hanno bisogno di molta assistenza. In questo momento ce ne sono davvero molti anche ricoverati. Per questo mi verrebbe da pensare che se le autorità nazionali decidessero di posticipare la riapertura delle scuole non sarei contrario. Questo ci permetterebbe di prendere tempo e evitare di rimettere subito in moto il meccanismo che lo provoca, cioè portato a casa da fratelli più grandi per i quali non comporta nulla."

Torniamo a parlare di Covid, lei consiglia le famiglie di vaccinare i loro bambini?

"Sì, per il bene del bambino, per il suo diritto a non ammalarsi di questo virus che di solito è in forma lieve, ma anche nei bambini può portare complicazioni. E' evidente che il bambino sia motore di moltiplicazione del Covid e c'è da considerare un aspetto fondamentale, cioè che è difficilmente isolabile. La famiglia la salvo se è un adulto che si contagia per primo e la scoperta viene fatta in tempo proprio perché si può allontanare dagli altri, ma questo non può essere fatto se è il bambino ad essere positivo e non può essere separato dai suoi genitori."

Ci sono dosi sufficienti di vaccino?

"Sì, ci sono slot liberi per il 13 gennaio. Pfizer, con un terzo della dose previsto per gli under 11, c'è."

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