Sierologici, tamponi rapidi e molecolari: la lezione di Burioni utile per il caso di Arezzo

Le famiglie chiedono chiarezza, alcuni medici non hanno condiviso la scelta del Comune di Arezzo di acquistare i sierologici perché considerati non adatti allo scopo. Il dibattito social si allarga e l'immunologo Burioni ci aiuta a capire

La lezione dell'immunologo Roberto Burioni andata in onda ieri sera all'interno di "Che tempo che fa" sembra fatta apposta per dipanare i dubbi avanzati dalle famiglie aretine in questi giorni. 

L'amministrazione comunale ha scelto di invitare la popolazione scolastica dai 3 ai 14 anni (i ragazzi delle superiori no perché sono in didattica a distanza hanno spiegato sindaco e vice) a partecipare allo screening, in forma volontaria, attraverso i test seriologici. Ne sono stati acquistati 8.500 del tipo pungidito. Per le famiglie che vorranno aderire è stato allestito un sito apposito dove effettuare le prenotazioni. Dovrebbe partire a ore.

La scelta però è stata fortemente contestata perché non sarebbe quello dei sierologici lo strumento adatto allo scopo prefissato, cioè quello di scovare gli asintomatici nella fascia più giovane della popolazione. 

La lezione di Burioni fa proprio al caso nostro perché spiega la differenza tra tutti i tipi di test presenti attualmente sulla scena: i sierologici che possono essere fatti con il pungidito o con il prelievo del sangue al braccio, i tamponi rapidi antigenici e i tamponi molecolari.

I test sierologi, la spiegazione di Burioni

"Quando un paziente viene infettato dal coronavirus il sistema immunitario reagisce e produce anticorpi contro il coronavirus, il test sierologico cerca nel paziente questi anticorpi: se ci sono il test è positivo altrimenti appare negativo. Ma prima di tutto dobbiamo ricordare un cosa il nostro sistema immunitario impiega circa 12 giorni per produrre gli anticorpi. Abbiamo un paziente che si infetta con il coronavirus, comincia a replicarsi e stimola il sistema immunitario, ancora è asintomatico, poi diventa contagioso, ma ancora gli anticorpi non ci sono e quindi l'esame seriologico è ancora negativo. Il paziente ha la febbre sta male, ma ancora non ci sono gli anticorpi e il seriologico è negativo. Diventerà positivo più avanti, però si capisce che l'utilità concreta di un test di questo tipo è piuttosto limitata: un paziente contagioso negativo e uno malato è ugualmente negativo. Questo test è utile usarlo per guardare all'indietro, nel passato, quante persone si sono infettate con il coronavirus. Ma a noi interessa il presente e per questo dobbiamo usare il tampone molecolare."

Il tampone molecolare, la spiegazione di Burioni

"Fisicamente è un asticella di plastica che in cima ha un po' di cotone che viene infilato nel naso e nella gola del paziente e raccoglie del muco che poi viene introdotto in una provetta dove c'è un liquido. All'interno del coronavirus c'è il genoma, e noi con il molecolare cerchiamo proprio il genoma, il liquido distrugge il virus manentendo intatto il genoma. L’esame consite in una reazione polimerasica a catena e serve a dimostrare la presenza del virus nelle secrezioni raccolte con il tampone. A ogni ciclo di amplificazione il dna del virus raddoppia e così alla fine la provetta sarà fluorescente, dando la positività del test anche se si parte da poche molecole. Ovviamente la reazione è specifica, funziona solo se c'è il genoma del coronavirus. Il pregio è la grandissima sensibilità di questo tipo di test. Se viene negativo possiamo stare tranquilli. Il difetto è il suo pregio, che è estremante sensibile. Può risultare positivo anche un paziente che ha poco virus nella gola e non è per niete contagioso. A noi interessa capire soprattutto chi è contagioso, per poterlo isolare e soprattutto isolare i pazienti super contagiosi che se arrivano nel posto sbagliato fanno un disastro. Per questo serve il test rapido."

Il test rapido, la spiegazione di Burioni

"L'inizio è identico a quello del tampone molecolare, l'asticella con il cotone in cima viene messa nel naso del paziente e poi nella provetta con un liquido, diverso da quello precedente. Mentre nel molecolare cerchiamo il genoma, qui cerchiamo le proteine del virus. Quel liquido distrugge il virus e mantiene integre le proteine che poi vengono trasferite in un supporto solido e poi vengono messe in contatto con un reagente che si lega alle proteine del coronavirus e che ha un colorante che fa apparire la sbarretta nera che voi vedete nei test rapidi. Quali pregi? Questo test funziona come i test di gravidanza, cambia la protenia cercata e il reagente, ma voi capite la rapidità del risultato, la facilità, l'economicità. In questo test non abbiamo il processo di amplificazione, quindi è meno sensibile, ma potrebbe essere un pregio, quello di scovare i veri contagiosi. L'altro difetto è che non sono tutti efficaci allo stesso modo, un gruppo di virologi tedeschi ha pubblicato uno studio e ha trovato che due di questi test sono davvero efficaci."

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