"Prenotare una visita? Un'odissea"

L'attacco del movimento “Salviamo l’Ospedale e i Servizi del Territorio” che recita: "Così è molto difficile raggiungere certezze in merito alla prevenzione e cura delle patologie"

Il movimento “Salviamo l’Ospedale e i Servizi del Territorio” chiede che medici, infermieri e tecnici ospedalieri – oltre 50mila impegnati quotidianamente su 40 ospedali toscani - lavorino insieme alla macchina amministrativa del Servizio Sanitario, per fare in modo che vengano tutelati i livelli essenziali di assistenza in maniera egualitaria per ogni cittadino.

"Purtroppo ultimamente - recita una nota - è molto difficile raggiungere delle certezze in merito alla prevenzione e cura delle varie patologie, per numerosi cittadini del Casentino. Infatti, per quando riguarda le prenotazioni di prestazioni sanitarie, è stato messo a disposizione un numero telefonico, ma non tutti riescono a telefonare, sia per i lunghi tempi di attesa sia per capacità proprie. L’utente si deve quindi rivolgere al Cup per prenotare prestazioni sanitarie. Ci potevano essere alcuni problemi anche prima del Covid, ma adesso presentarsi la mattina per quanto necessario è veramente impossibile. Le persone presenti devono rimanere tutte fuori sul piazzale, sotto un tendone bianco, fino a che non vengono chiamate quando è il loro turno, ma l’attesa a volte è davvero lunga. Al momento della prenotazione, se va bene, si ottiene l’appuntamento per la prestazione, magari a Sansepolcro, Montevarchi o Terontola e per le tante persone anziane inizia un nuovo problema, cioè come raggiungere l’ambulatorio assegnato. Chi ha necessità di rivolgersi agli uffici per delle pratiche, come quelle riguardanti la tessera sanitaria, può farlo solo il martedì e il venerdì, perché è ancora in vigore lo smart working. Riteniamo che nella fase post covid in cui ci troviamo, sarebbe utile che negli uffici, nell’impossibilità di essere tutti presenti, ci fosse perlomeno un’alternanza di ruoli per garantire sempre una risposta agli utenti, come sarebbe altrettanto utile riattivare il punto Cup all’interno del presidio ospedaliero. Dobbiamo fare in modo che non vadano disperse tutte le ottime potenzialità, sia sanitarie che amministrative, ma soprattutto si dovrebbe tornare a dare risposte sanitarie certe e veloci. Dobbiamo ricordarci che chi si presenta presso una struttura sanitaria è già in partenza preoccupato e debole o ancor di più portatore di patologie serie. Potremmo parlare ancora tanto sulla Sanità in Casentino, come dei 20 posti di cure intermedie concessi dalla Regione Toscana al nostro presidio ospedaliero. Questa è un’ottima cosa, ma non dobbiamo mai perdere di vista la prevenzione e tutti gli altri servizi che attualmente abbiamo".

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