New Delhi. La Asl: "Attenzione sì, allarmismo no. Ecco come lo controlliamo"

Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Gagnarli che ha presentato un'interpellanza al sottosegretario alla salute

Massima attenzione. Però niente allarmismo.
A sostenerlo è la Asl Toscana Sud Est che torna nuovamente a fare il punto sulla questione "New Delhi", il batterio che in Toscana, rispetto ad altre realtà è stato censito in un consistente numero di pazienti.

New Delhi, altri 11 casi in una settimana in Toscana: è il picco

"Continuaiamo a non abbassare la guardia - fanno sapere dall'azienda sanitaria - anche se nell’intera Asl si registra quasi il 100% dei risultati negativi. La questione centrale non è il batterio nello specifico ma le infezioni in senso generale, tema a cui, tra l’altro, è collegata, in certi casi, l’antibiotico-resistenza. Si tratta di situazioni che richiedono grande attenzione, professionalità e accorgimenti sia tra i cittadini che tra gli operatori sanitari. Il lavaggio delle mani è l’arma più importante ed efficace contro le infezioni, una buona pratica spesso sottovalutata ma sistema principale di prevenzione. Abbiamo adottato una procedura aziendale ad hoc dedicata alla diagnosi, la sorveglianza e il controllo di eventuali infezioni. Inoltre dal 15 settembre la Regione Toscana ha predisposto lo screening per tutti coloro che entrano in ospedale per un ricovero".

Per tanto nessun allarmismo ma attenzione costante sì.

Secondi i dati censiti dalla Ars, Agenzia regionale sanità, tra novembre 2018 e il 22 settembre 2019 batteri New Delhi sono stati isolati nel sangue di 102 pazienti.
Tra questi anche un caso nell'Aretino che però è stato risolto in maniera positiva e senza alcuna conseguenza per i pazienti infetti.

Batterio New Delhi: un caso nell'Aretino. Il monitoraggio e la prevenzione in Toscana
 

"Ma la soglia di attenzione - proseguono dall'azienda sanitaria - non può scendere da parte di nessuno se si considera che l'Italia risulta essere, in ambito europeo, uno dei Paesi con il più elevato consumo di antibiotici e con preoccupanti livelli di resistenza, fenomeno che è andato aumentando in dieci anni dal 15% al 35%. Si stima, addirittura, che nel 2050 le infezioni da batteri resistenti potrebbero causare nel mondo un numero di decessi superiore al tumore, al diabete o a incidenti stradali".

“Stiamo lavorando con la massima attenzione per sensibilizzare operatori e comunità sulle buone norme per la prevenzione ed il contenimento delle infezioni, su cui la Regione Toscana sta già operando da qualche anno - dichiara il direttore generale Antonio D’Urso – E’ importante sapere che ci sono soggetti colonizzati che non sanno di esserlo e che comunque sono da considerarsi a tutti gli effetti persone sane. Nel caso in cui però, queste stesse persone abbiano delle malattie che compromettono il sistema immunitario, è possibile lo sviluppo di infezioni resistenti ai trattamenti con i farmaci. Chiediamo quindi la massima collaborazione di tutti per trasformare questa circostanza in un'opportunità per rafforzare la consapevolezza delle buone pratiche in sanità”. 

La Sud Est sta organizzando incontri con i sindaci, gli operatori, le strutture convenzionate (Case di cura e Rsa) e con  i cittadini, per dare tutte le informazioni necessarie nella prevenzione delle infezioni, compreso il New Delhi.

Chiara Gagnarli interpella il sottosegretario alla salute: "Caso toscano da non sottovalutare"

"Quello che si sta verificando in Toscana con il batterio New Delhi è un evento epidemico da non sottovalutare, che dimostra non solo la necessità di prevenzione e di un monitoraggio sanitario costante e capillare, ma anche di una politica seria di contrasto all'antibiotico-resistenza".

Così Chiara Gagnarli, deputata del MoVimento 5 Stelle, a seguito dell'interpellanza urgente sul tema al Sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa.

Apprendo con soddisfazione che il Ministero della Salute sta prestando la giusta attenzione al caso toscano e che sono in atto anche degli screening per fare sorveglianza attiva sui portatori sani di questo batterio. Il Ministero ha istituito un gruppo di lavoro che ha coinvolto l'ISS e la stessa regione, ha trasmesso l’allerta agli organismi europei ed è in costante contatto con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie di Stoccolma. Tuttavia - prosegue la Gagnarli - non possiamo dimenticare che per combattere la minaccia dell'antibiotico resistenza occorre fare molto di più, e a più livelli.

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