Fiocchi rosa e azzurri al San Donato: 351 nascite nei primi tre mesi dell'anno

Nonostante l'emergenza sanitaria il reparto di ostetricia e ginecologia ha continuano a lavorare a pieno regime. Ecco come è stato riorganizzato

Sono in tutto 351 i bimbi nati all'ospedale San Donato Arezzo nel primo trimestre 2020. Un piccolo e dolcissimo esercito che supera di misura il dato registrato nello stesso periodo dello scorso anno (303). Cifre importanti dietro alle quali si celano storie e emozioni immense vissute nella maniera più ordinaria e tranquilla possibile nonostante l'emergenza Covid.

Il reparto, come fanno sapere dalla Asl Toscana sud est, ha continuato a lavorare incessantemente riorganizzando e adattando il lavoro alle nuove disposizioni di sicurezza personale e sanitaria. "Nessun caso di Coronavirus tra mamme e neonati - spiegano dall'azienda - Non solo, ogni madre è stata seguita per tutta la gravidanza senza alcuna interruzione".

“Abbiamo rivoluzionato il modo di lavorare. Con un obiettivo: garantire la massima sicurezza a mamme, figli, operatori sanitari e, perché no, anche ai padri – ricorda Ciro Sommella, direttore dell’unità operativa - Ogni futura mamma si è sottoposta al tampone alla 39esima settimana. Quindi avevamo e abbiamo la certezza che quando entrava o entra in ospedale è “negativa” al Covid. Abbiamo allestito un’area, che fortunatamente è rimasta inutilizzata, per le future mamme eventualmente positive o sospettate di esserlo. Quindi il nostro reparto è stato rigidamente “tagliato” in due aree separate, accessi diversi, percorsi diversi e personale diverso”.

Percorsi e procedure specifiche adottate anche nei confronti dei padri ai quali è stato consentito l'ingresso in sala parto ovviamente, se non presentavano segni di infezione da Covid. L’unica diversità è stata la brevità delle visite. “In rianimazione è pronta un’area per eventuali neonati positivi e – ricorda Sommella – abbiamo ridotto in questo periodo la fase di degenza post partum passando, quando ovviamente possibile, da 72 a 48 ore”.

Sono state garantite le tradizionali prestazioni durante la gravidanza, da quella consultoriale, grazie al lavoro delle ostetriche, a quella ospedaliera. Quindi verifica dello stato di gravidanza, consegna del libretto che accompagna la futura mamma in tutti gli esami e le analisi di cui avrà bisogno senza prendere ogni volta appuntamento e  i corsi di preparazione al parto sono stati garantiti online.

“Il nostro invito - sottolinea Sommella – è di seguire questo percorso istituzionale perché consente un monitoraggio costante a tutela della salute della donna e del futuro bambino. Questo consente infatti di accedere al momento del parto non da “sconosciuta” ma da paziente già monitorata e inquadrata per quanto concerne l'eventuale basso rischio o alto rischio ostetrico. Se una donna decide di farsi seguire da un medico privato, questo non preclude, anzi è auspicabile, che possa seguire parallelamente e a integrazione il percorso istituzionale”.

L’azienda sanitaria ha garantito tutti i servizi: diagnostica prenatale invasiva (amniocentesi e villocentesi), ecografia del cuore fetale, ambulatorio della gravidanza gemellare e della gravidanza a rischio. È stato sempre garantito,  ovviamente su richiesta, anche il parto indolore con epidurale e la certezza della gestione delle gravidanze complicate. “Abbiamo mantenuta salda la collaborazione con la neonatologia, guidata da Letizia Magi che ha garantito costantemente la presenza di uno specialista in area parto - conclude Sommella - I bambini sono nati tutti Covid negativi ed è proseguito il rooming in: il piccolo, quando possibile, è rimasto con la mamma durante la degenza. Abbiamo garantito la madre nel suo percorso di avvicinamento al parto e abbiamo fatto in modo che questo avvenisse in completa sicurezza”.

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