Arezzo, già 12 casi di Legionella. La Asl: "Ecco come si può contrarre e come prevenirla"

I dati dei primi sei mesi del 2020: in provincia di Arezzo c'erano stato 9 ammalati in tutto l'anno scorso. L'azienda sanitaria: "Non c'è solo il Covid. Questa patologia si manifesta come polmonite o simil-influenza"

Con le temperature più alte, possono verificarsi più frequentemente casi di Legionella. Una malattia dovuta a un batterio che si manifesta come influenza o polmonite, le cui conseguenze possono durare anche mesi e che magari necessitano di ricovero ospedaliero. Nel 2019, spiega la Asl Toscana Sud Est, i casi furono 36 in tutta l'area vasta: 9 ad Arezzo, 15 a Siena, 12 a Grosseto. Solo nei primi sei mesi del 2020 ad Arezzo si sono verificati 12 episodi. In tutta l'area vasta sono stati 21 (Siena 6 e Grosseto 3).

L’invito, quindi, è quello di far controllare e sanificare gli impianti idrici per l’acqua calda e dei climatizzatori, anche quelli privati. Tornare alla vita normale e goderci il piacere di un bagno in piscina o di una giornata alla Spa ora si può. E’ importante, però,  che in questo momento - raccomandano dalla Asl - le persone non visualizzino solo nel Covid-19 un nemico per la salute. Non dobbiamo dimenticare che la nostra salute va tutelata dal Covid-19 come da altri rischi rilevanti, come ad esempio la Legionellosi, una malattia che in questi periodi estivi ritorna sempre.

Cos'è la Legionella

La legionellosi - spiegano dall'azienda sanitaria - è una malattia dovuta a un batterio comunemente presente nell’ambiente naturale, in particolare corsi d’acqua. Può essere isolata negli impianti idrici e di condizionamento dell’aria, piscine, saune, impianti di idromassaggio e quelle nelle quali risultano presenti impianti che comportano un moderato riscaldamento dell’acqua e la sua nebulizzazione. L’aumento moderato della temperatura dell’acqua, sotto i 55°C e l’umidità favoriscono la crescita del batterio e la contaminazione ambientale. L’infezione avviene prevalentemente per via respiratoria mediante inalazione di goccioline d’acqua contaminata. Si può manifestare come una forma  simil-influenzale o come polmonite. Non tutti, fortunatamente, si ammalano perché occorrono cariche batteriche molto elevate;  i soggetti anziani, soprattutto se non sono in buone condizioni di salute, e gli immunodepressi si ammalano più facilmente. L’infezione non viene trasmessa da persona a persona.

Come prevenire i rischi

"E’ importante - aggiunge una nota della Asl - per prevenire la contaminazione dell’ambiente controllare periodicamente l’impianto dell’acqua potabile ed eventuali serbatoi, i sistemi per il raffreddamento dell’aria (condizionatori) o per il riscaldamento dell’acqua (scaldabagni, bollitori). Questa deve diventare una buona prassi non solo nei luoghi pubblici ma anche nelle nostre abitazioni.
Ci sono molte patologie che bisognerebbe conoscere per potersi difendere e la Legionellosi è una di queste. La sua trasmissione all’uomo in strutture sportive e turistico ricettive può avvenire attraverso le acque di balneazione di piscine, inalazione di aerosol contaminato da Legionella, proveniente soprattutto da docce e rubinetti di impianti idrici, vasche idromassaggio, fontane decorative non adeguatamente manutenuti, aventi condizioni che favoriscono la sopravvivenza e la crescita del batterio. Il Ministero della Salute è intervenuto con linee guida precise finalizzate a prevenire il rischio da Legionellosi, proprio a seguito della chiusura di tutte le strutture per la pandemia".

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