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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Salute

Dalla Tachipirina al Nurofen: carenza di medicine anche ad Arezzo. "Non fate scorte senza motivo"

Il presidente di Federfarma Roberto Giotti: "Con l'esplosione dei costi dell'energia alcuni farmaci sono introvabili, i principi attivi arrivano da India e Cina. L'Italia dovrà abituarsi a produrli in proprio. Ma adesso evitiamo gli accaparramenti"

La carenza di medicine, alcune molto diffuse per combattere le influenze stagionali, non risparmia l'Aretino. Il caso è nazionale, ma sulla questione fa il punto il presidente di Federfarma Arezzo Roberto Giotti. Un paio di giorni fa aveva lanciato l'allarme sulla "mancanza di farmaci di uso comune e stagionali in concomitanza della diffusione della sindrome influenzale e la recrudescenza della pandemia di Covid-19”. Una carenza diffusa di alcuni dei principi attivi più richiesti quali "cortisonici e antinfiammatori non steroidei (ibuprofene, ketoprofene), antipiretici (paracetamolo), alcuni antibiotici (amoxicillina, amoxicillina + acido clavulanico), ed espettoranti mucolitici (acetil-cisteina, ambroxolo ec.) sia per bambini che per adulti”. Un quadro allarmante nel momento di maggior diffusione delle influenze. C'è poi scarsità anche di alcuni farmaci per la terapia delle malattie croniche "come ipertensione, patologie cardiovascolari, broncopolmonari, epilessia".

I motivi della carenza

"Purtroppo - dice oggi Giotti - la situazione è critica e stiamo aspettando un intervento diretto di Aifa, l'agenzia italiana del farmaco. Speriamo che in settimana ci sia un incontro, a livello ministeriale, per sbloccare l'impasse". La crisi, che ricade anche sull'Aretino, è internazionale. "In prima battuta mancano materie prime come vetro e alluminio per il blisteraggio dei farmaci. La carenza di questi materiali a seguito del conflitto in Ucraina è nota e il settore farmaceutico è soltanto uno dei tanti colpiti nella nostra economia. E poi - continua Giotti - c'è il problema dei principi attivi. Purtroppo le grandi multinazionali, che siano americane o europee o asiatiche, si riforniscono quasi tutte da due soli Paesi: l'India e la Cina". La convenienza di produzione, nel tempo, ha ridotto la diversificazione di approvvigionamento e l'intera industria farmaceutica, adesso, si scopre in crisi. "Da un lato - continua Giotti - in Cina la recrudescenza Covid fa sì che larga parte dei principi attivi rimangano nel Paese, perché servono per curare i malati cinesi, e si riduce così l'esportazione. Dall'altro, per le aziende fornitrici delle multinazionali è diventato antieconomico produrre medicinali ai prezzi di un tempo, per via dell'esplosione dei costi dell'energia: c'è stato un crollo delle preparazioni e della disponibilità di molte medicine. Adesso, in particolare, avvertiamo la carenza di farmaci stagionali", aggiunge Giotti.

Cosa manca: dal Nurofen alla Tachipirina

E' per questo che così alcuni antinfiammatori, antivirali e antibiotici risultano introvabili. Secondo l'Aifa oltre tremila medicinali scarseggiano, tra cui farmaci da banco come Tachipirina, Nurofen, Moment, Efferalgan, Tachifludec, Neoborocillina e Amoxicillina. "Occorre però fare una distinzione - precisa Today - su 3.200 medicine introvabili più del 50% lo è per una fisiologica cessazione della produzione mentre il restante 46% per una reale carenza. In poche parole in alcuni casi i medicinali non si trovano per cessata commercializzazione (definitiva o temporanea), in altri per problemi di approvvigionamento". Alla lista, continua Giotti, si aggiungono "cortisonici, anche per aerosol, sciroppi e compresse per la tosse". Insomma, una grande varietà di medicine di uso comune.

Come risolvere il problema

"A questo punto - conclude Giotti - bisogna attendere le mosse di Aifa. Dopo di che, credo, l'unica soluzione sarà quella di riprendere a produrre in Italia. Sia tornando ad avere a diposizione principi attivi che materiale per il confezionamento. Ricordo che ad inizio pandemia Covid le mascherine chirurgiche erano introvabili. Piano piano abbiamo cambiato rotta e siamo tornati a produrle in Italia". Infine è sempre valido l'appello già fatto due giorni fa: “I farmacisti possono consigliare ed orientare i pazienti anche per l'utilizzo di farmaci equivalenti e di alternative terapeutiche o per la preparazione di farmaci galenici in laboratorio, laddove la reperibilità del farmaco dovesse perdurare nel tempo. In ogni caso, vista la complicata situazione, le farmacie ribadiscono l'appello al senso civico e di solidarietà dei cittadini invitandoli al non accaparramento dei farmaci”.

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