Sale il numero di infettati dal batterio New Delhi in Toscana. Mortalità al 32%

Il dato è stato diffuso dall'Agenzia regionale di sanità che settimanalmente pubblica il monitoraggio sulla diffusione. L'Ars ha spiegato che "i casi sono risultati letali nel 32% dei pazienti con sepsi (non necessariamente si tratta di decessi dovuti all'infezione specifica)

E' salito a 153 il numero dei pazienti in Toscana nel cui sangue è stato isolato il batterio New Delhi, a partire da novembre 2018.

Il dato - riportato da FirenzeToday e aggiornato al 1° gennaio - è stato diffuso dall'Agenzia regionale di sanità della Toscana che settimanalmente pubblica il monitoraggio sulla diffusione.

L'Ars ha spiegato che "i casi sono risultati letali nel 32% dei pazienti con sepsi (non necessariamente si tratta di decessi dovuti all'infezione specifica), percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici".

Secondo i numeri diffusi dall'Agenzia, la settimana precedente il batterio risultava essere stato isolato nel sangue di 147 persone.

L'intervento di Fratelli d'Italia

E sui dati interviene anche Fratelli d'Italia.

“Cosa aspetta la Regione Toscana ad istituire laboratori che attivi 24 ore al giorno che individuano in poche ore batteri causa dell’infezione? Alle interrogazioni di Fratelli d’Italia l’Assessorato alla Salute ha risposto che è attiva un’unità di crisi che monitora la diffusione significativa del superbatterio New Delhi. Purtroppo, però, i risultati non si vedono: i casi di infezioni e decessi sono in aumento - delhi dichiara il consigliere Paolo Marcheschi (Fdi), che ha presentato una nuova interrogazione al riguardo -. E per quale motivo, come si apprende da articoli di stampa, nonostante l’alta percentuale di mortalità per sepsi e choc settico, rimane nel cassetto, ormai dallo scorso settembre, la delibera sulla riorganizzazione della rete delle microbiologie cliniche? La priorità della salute pubblica è messa in secondo piano rispetto a motivi politici? - chiede Marcheschi - In Toscana si è registrato il più grande focolaio mai visto al mondo per quanto concerne il batterio New Delhi. Dal novembre 2018 al 31 dicembre scorso i decessi correlabili al batterio sono stati 49 su 153 casi di pazienti positivi (il 32%). Soltanto lo scorso dicembre, in Toscana, i casi di setticemia con positività al superbatterio sono stati 14. Nelle ultime settimane si registrano due pazienti deceduti all’ospedale fiorentino di Torregalli e risultati positivi al New Delhi”.

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