Una "Bella bestia" a Monte San Savino con Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi

Giorni produttivi per Officine della Cultura che, al Teatro Verdi di Monte San Savino, è in prova con "Bella bestia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Giorni di prova e di attesa a Monte San Savino per l’allestimento di “Bella Bestia”, la nuova produzione della cooperativa aretina Officine della Cultura che ha nel Teatro Verdi la propria residenza artistica. Protagoniste del racconto due professioniste della scena, Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi, per la prima volta insieme in un progetto artistico dalla profonda radice autobiografica. «La produzione di Bella Bestia nasce dalla stima nei confronti di Francesca e Luisa, dalla conoscenza reciproca e dalla nostra necessità di continuare a costruire un teatro che sia luogo di narrazione del quotidiano – spiega Massimo Ferri, presidente di Officine della Cultura. – Nelle nostre recenti produzioni abbiamo raccontato in maniera prioritaria il rapporto con l’altro da noi, con il confronto e il dialogo sociale che si mostra criterio di civiltà e di civilizzazione, grazie all’amicizia preziosa con Stefano Massini, Amanda Sandrelli, Isabella Ragonese, Ottavia Piccolo, Enrico Fink e tanti altri, e all’opera impagabile per forza comunicativa dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. Con il lavoro di Francesca e Luisa, attoriale e drammaturgico, vogliamo iniziare ad esplorare il “dentro di noi”, quelle forze nascoste e potenti che, al di là di ciò che appare, rendono abile l’essere umano di unire in un unico contesto di senso due sostantivi apparentemente contraddittori, “bella” e “bestia”». Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi provengono da un’intensa vita teatrale nelle proprie compagnie, Gli Omini (Prato) e Murmuris (Firenze). È l’arrivo di Bella Bestia nelle rispettive vite e abitudini ad averle messe in cerca di un dialogo, di un palcoscenico e di un soggetto “altro” come Officine della Cultura. Perché, come raccontano: «Bella Bestia un giorno arriva e si piazza lì. Ferma il tempo e inverte i giorni. Decide lei quali saranno le feste comandate. Ti prende per mano e ti accompagna passo passo laggiù in quel posticino che avevi sentito dire, ma che non avevi mai visto. Prende le parole, gli cambia significato. La Bella Bestia disabitua. È il bordo, è il ciglio, è quel punto dove ti conviene restare per non dover decidere se tornare indietro o andare avanti. La Bella Bestia ti fa scordare che se piove ti devi riparare. Ti ci affezioni, cerchi di addomesticarla ma un giorno gira la testa all’improvviso e ti porta via una mano. E tu la carezzi con l’altra». “Bella Bestia” nasce con il sostegno della Regione Toscana e di Armunia Festival Inequilibrio. E sarà proprio all’interno del rinomato festival di Castiglioncello che debutterà i prossimi 4 e 5 luglio. Anche se domenica 30 giugno Officine della Cultura aprirà le porte del Teatro Verdi per una prova aperta dedicata a un piccolo numero di invitati. «Un confronto necessario – chiarisce Luca Roccia Baldini, direttore artistico di OdC - nel momento delicato della costruzione di un progetto che, rappresentando l’io e il suo rapporto con un dolore intimo che si fa domestico, costante, compagno di viaggio ironico e allo stesso tempo pericolo improvviso, trova solo negli occhi, nella sensibilità e nella presa di posizione del pubblico la propria ragione di racconto».

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