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Da lunedì zona rossa: chiusure, aperture e attività consentite. Chiassai: "La scuola è un servizio essenziale"

Arezzo rimarrà in zona rossa fino al 21 marzo. Spostamenti, scuola, attività di bar e ristoranti, attività commerciali, parrucchieri ed estetiste: tutti saranno interessati dalle restrizioni

Tutti a distanza. Da lunedì 15 marzo le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Arezzo resteranno inaccessibili per le lezioni. A decretarlo è stato il ministro della salute, Roberto Speranza, che non ha accolto la proposta di deroga rappresentata dal presidente della Regione Toscana relativa alla possibilità di mantenere aperti asili nido e scuole per l'infanzia.

Con il passaggio della provincia di Arezzo, oltre a quella di Prato e Pistoia, in zona rossa ecco che dall'inizio della prossima settimana entreranno in vigore delle specifiche disposizioni che riguarderanno, tra gli altri ambiti, anche le scuole. "Non poteva che essere così - ha spiegato la presidente della Provincia di Arezzo, nonché sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini ai microfoni di RadioFly - secondo il nuovo Dpcm con il superamento della soglia dei 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti, in automatico avviene la migrazione di un territorio in zona rossa. E né sindaci e né presidente della Regione hanno facolta di adottare misure differenti se non ulteriormente restrittive rispetto a quelle stabilite dal governo. Come presidente della Provincia, insieme ai sindaci dell'Aretino anche durante il consueto tavolo di emergenza regionale rinuitosi ieri sera, abbiamo ribadito la necessità di adottare delle deroghe specifiche riguardanti le aperture delle scuole. Personalmente non riesco a capire le motivazioni di questa scelta perché i numeri dei contagi nelle scuole sono molto bassi. Mi auguro che a livello nazionale rivedano la scelta fatta, la scuola è un servizio essenziale per i nostri figli e le famiglie". 

Secondo l'ultimo bollettino della Asl Toscana sud est i casi di nuovi contagi al 9 marzo (ultimo report disponibile) in ambito scolastico sono 165 in tutta la provincia.

Nelle ultime giornate non sono mancate neppure le manifestazioni, che hanno coinvolto sia studenti che famiglie, dove la necessità di prevedere il mantenimento delle lezioni in presenza nelle scuole del territorio è stata il tema centrale. Ultimo intervento quello del gruppo Blocco Studentesco che nel contesto della campagna denominata "Socializzazione Scolastica", è sceso in piazza quest'oggi con uno striscione contenente la frase "Rivolta totale, socializzazione scolastica ora!".

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Arezzo in zona rossa, cosa cambia da lunedì

Arezzo rimarrà in zona rossa fino al 21 marzo. Spostamenti, scuola, attività di bar e ristoranti, attività commerciali, parrucchieri ed estetiste: tutti saranno interessati interessati dalle restrizioni.

Spostamenti

In zona rossa sono consentiti spostamenti solo per motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un'altra Regione). Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito, così come quello in seconde case ubicate dentro o fuori il territorio regionale.

No alle visite ad amici e parenti

Non è consentito fare visita ad amici e parenti, a meno che non si tratti di persone non autosufficienti: in quel caso sarà necessario proteggersi il più possibile dai contatti, trattandosi di categorie più vulnerabili e a rischio (specie se persone anziane). È possibile recarsi anche fuori Regione nel caso si debba prestare assistenza ad una persona non autosufficiente, ma solo nel numero strettamente necessario (solitamente uno).

Bar e ristoranti

Dal 15 marzo resteranno chiuse al pubblico tutte le attività di ristorazione e bar (comprese pasticcerie e gelaterie). Sarà comunque possibile la vendita per asporto: dalle 5 alle 18 senza alcun tipo di restrizione e dalle 18 alle 22 solo per i ristoranti (non per i bar). La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.

Attività commerciali, chi apre e chi chiude

Solo alcune tipologie di  alcune attività commerciali potranno restare aperte. Si tratta di quei servizi considerati essenziali: negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, edicole, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, produzione agricola e allevamento, servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei bancomat e postamat, attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali. Restano chiusi tutti gli altri inclusi tutti i negozi all’interno dei centri commerciali, ad esclusione di quelli che rientrano in queste categorie.

Rispetto al precedente decreto, con il Dpcm in vigore dallo scorso 6 marzo è stata introdotta la chiusura in zona rossa anche di tutti i servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

QUI l'elenco completo delle attività che rimarranno aperte.

Scuole chiuse

Come detto, anche le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili nido all'università, resteranno chiusi, con lezioni in modalità Did (didattica integrata a distanza). Resta comunque garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Resta l'attesa per capire cosa risponderà il ministero dell'Istruzione alle richieste del presidente Giani.

Musei

L'accesso a musei e gli altri istituti e luoghi della cultura è sospeso, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione, e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica.

Sport e attività motoria

Lo svolgimento degli sport di contatto è sospeso; sono sospese anche l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se di carattere ludico-amatoriale. Restano chiuse palestre, piscine, centri natatori. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Sarà possibile svolgere individualmente attività motoria.

Arezzo in zona rossa, attività motoria e sport: cosa si può fare e no

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