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Eugenio Giani

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Zona rossa, arancione e gialla: le regioni che cambiano colore domenica. Cosa succede in Toscana

Il presidente della giunta regionale Eugenio Giani si sbilancia: "Possiamo essere moderatamente, ma ragionevolmente ottimisti circa il mantenimento della Toscana in zona gialla"

Entro domani, venerdì 29 gennaio, arriverà l'ordinanza del ministero della Salute con gli aggiornamenti dei colori delle regioni e relative restrizioni per il contenimento della diffusione del contagio. Come noto, l'Italia è stata divisa in zone rosse, arancioni e gialle (ci sarebbe anche la zona senza restrizioni, quella bianca, ma ancora nessuna regione pare destinata ad avere questa libertà), da domenica prossima, 31 gennaio, si vedranno gli effetti dell'ordinanza del ministro Roberto Speranza. Il monitoraggio del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore della Sanità sarà consegnato domani mattina, è basato sui dati relativi alla settimana dal 18 al 24 gennaio. A seguito del report, si riunisce la cabina di regia "Benessere Italia", e se i numeri saranno confermati, "porterebbero diverse regioni nelle aree a minori restrizioni. E mezza Italia, se non di più, in zona gialla", spiega Today. E la Toscana? Ieri ha parlato anche Eugenio Giani, presidente della giunta regionale, esprimendo ottimismo circa il mantenimento della zona gialla.

Come è attualmente suddivisa l'Italia

In base all'ultima ordinanza del ministero della Salute, la ripartizione dell'Italia in base al sistema delle zone rosse, arancioni e gialla è la seguente:

  1. Zona gialla: Campania, Basilicata,  Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana;   
  2. Zona arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta;
  3. Zona rossa: Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.

Cosa succede in Toscana

Per quanto riguarda il caso della Toscana, il presidente Eugenio Giani ieri ha detto di sentirsi "moderatamente ottimista" circa la possibilità di conferma della zona gialla, una condizione per cui bar e ristoranti possono rimanere aperti al pubblico fino alle 18 e non ci sono limiti alla mobilità all'interno della stessa regione. "Quello che orientativamente possiamo dire - ha riferito Giani - è che i nostri tecnici hanno fatto una stima e i dati che verranno esaminati ci portano ad un Rt che può stare fra lo 0,90 e l'1, quindi sotto l'1. L'istituto superiore di sanità prima e la cabina di regia esamineranno dati su cui possiamo essere moderatamente, ma ragionevolmente ottimisti circa il mantenimento della Toscana in zona gialla. Sarebbe una bella cosa".

Le ipotesi di Today per le altre regioni

Ma diverse regioni sperano nel cambio di colore a partire da domenica prossima - argomenta Today - anche se va ricordato che per passare dal rosso all'arancione o dall'arancione al giallo devono trascorrere 14 giorni a partire da quello in cui per la prima volta vengono registrati dati che consentono la collocazione nella fascia più bassa di rischio. In base a questo principio la Sardegna dovrebbe sicuramente restare in zona arancione, ma il presidente della Regione, Christian Solinas, ha chiesto l'immediata modifica dell'ordinanza miancciando azioni legali. Per lo stesso motivo la Lombardia dovrebbe rimanere in zona arancione per lo stesso motivo, ovvero per la sua collocazione arrivata la scorsa settimana e per la regola dei 14 giorni, tuttavia c'è chi fa notare che la circolare (disponibile sul sito del ministero) si basa sulla rivalutazione "ora per allora" dei dati del report n. 35 del 15 gennaio. Questo, in teoria, dovrebbe spostare indietro le lancette dell'orologio della valutazione del ministero per retrodatarle a due settimane fa. Il verbale dell'ultima Cabina di Regia invece dice che la regione è a rischio moderato e l'Rt è inferiore a 1. In base a questa tesi, la Lombardia potrebbe aspirare alla zona gialla. Per quanto riguarda le altre regioni che possono cambiare colore, il Molise e la provincia autonoma di Trento sono in zona gialla e rischiano di finire in arancione, nell'ultimo report venivano definite in area "Moderata ad alto rischio di progressione a rischio alto" con un Rt nei valori minimi di 0,97 e 0,84.  Attualmente le regioni in zona arancione sono 14 e tra quelle che potrebbero dinventare gialle ci sono la Liguria (Rt a 0,94 e rischio basso) e il Veneto. In arancione dovrebbero invece rimanere Puglia, Umbria e Valle d'Aosta. Per quanto riguarda Sicilia e Provincia Autonoma Bolzano, gli unici due territori in zona rossa, l'assessore regionale alla Salute della Regione Sicilia Ruggero Razza nel suo intervento di risposta all'Ars ha auspicato l'uscita dall'area a maggiori restrizioni. Per quanto riguarda le restanti regioni, Calabria, Emilia-Romagna e Veneto, che avevano nell'ultimo report una classificazione di rischio "moderata", se avranno un Rt inferiore a 1 nell'ultimo report, potranno aspirare alla zona gialla. Anche Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche e Piemonte hanno i tempi e la classificazione per poter uscire dalla zona arancione. Bolzano, che ha dati potenzialmente da zona arancione ma ha visto ancora un incremento importante dei nuovi positivi, è in bilico tra arancione e rosso.

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