Il cibo avanzato alle mense scolastiche distribuito ai cittadini bisognosi

Terzo anno per il progetto “Viva la bontà…abbasso lo spreco!” a Monte San Savino realizzato in collaborazione con le associazioni di volontariato

Terzo anno per il progetto “Viva la bontà…abbasso lo spreco!” realizzato in collaborazione con le associazioni di volontariato.

E’ stato avviato a Monte San Savino dal 7 ottobre scorso, per il terzo anno consecutivo, il progetto “Viva la bontà…abbasso lo spreco!” con il quale viene recuperato e redistribuito a fini sociali il cibo che non viene consumato nelle mense scolastiche. 

Il progetto è stato ideato e avviato nel 2017 dal Comune, a seguito del ritorno nel territorio comunale, dopo circa 20 anni, del centro di Ccottura per le mense scolastiche (ospitato nel plesso “Magini” del capoluogo). E’ portato avanti dall’ufficio scuola in collaborazione con Cir Food, società che gestisce il servizio mensa e diviene realtà grazie al fondamentale contributo delle associazioni di volontariato che operano nel territorio savinese.

“Grazie a questa rete di collaborazione si riduce lo spreco e il cibo viene messo a disposizione non solo delle scuole, ma delle fasce bisognose della popolazione - spiega l’assessore alle politiche sociali e alla pubblica istruzione Erica Rampini -. I risultati di questi anni, sia sul fronte dei numeri che dei riscontri diretti, sono stati molto positivi. Il nostro intento è quello di proseguire quest’idea, che è stata elemento di grande innovazione, puntando a un’ulteriore estensione e implementazione di questo servizio arrivando a coinvolgere anche altri plessi del territorio e rafforzando ancora di più la rete con le associazioni”.

Attualmente, oltre a Comune e Cir Food, sono coinvolte le associazioni Arca, Arci – Circolo Ciaperoni, Croce Bianca, Croce Rossa e Misericordia che si occupano di raccogliere le eccedenze alimentari delle mense delle scuole savinesi destinandole a soggetti e famiglie in difficoltà individuati in base a precisi criteri dai servizi sociali del Comune.

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“Credo che il recupero a fini solidaristici dei cibi non consumati sia un intento giusto che qualifica l’azione di un’Amministrazione Comunale e tutta una comunità - conclude l’assessore Rampini - così come l’educazione alla solidarietà, alla cultura del dono e al consumo consapevole, altri elementi che abbiamo cercato di mettere sempre in evidenza in questi anni di lavoro”.

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