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Oltre mille studenti aretini all'impianto di San Zeno per corsi, visite e lo spettacolo di Gabriella Greison

"Zero Spreco è divulgazione scientifica e cultura della parità di genere" scrivono gli organizzatori

Scienza, salute, ambiente e la promozione della cultura della parità di genere, sono stati gli ingredienti di questa mattina nella zona verde dell’impianto di recupero integrale di San Zeno. “Zero Spreco EDU” ha accolto mille giovani studenti da molte scuole aretine per coinvolgerli in attività di gioco e formazione. Oltre ad offrire loro l’opportunità di assistere al monologo di Grabriella Greison, scienziata, divulgatrice scientifica e scrittrice, “Donne che hanno cambiato il mondo”.

Il programma delle attività, a cui ragazzi hanno preso parte suddivisi in gruppi a rotazione, ha previsto la visita al polo tecnologico, la visita virtuale al Museo dei Mezzi di Comunicazione di Valentina Casi, lo spettacolo teatrale con Silvia Martini, l’incontro con Lorenzo Sestini del Gruppo Astrofili Arezzo e infine una lezione per conoscere il compost di Zero Spreco “Amelia” e la salute della terra nelle coltivazioni sostenibili in agricoltura con Marco Roselli di Coldiretti.

Numerosi gli istituti che hanno partecipato alla mattinata: le scuole dell’Infanzia “Modesta Rossi” e “Gianni Rodari”, le scuole primarie “Sante Tani” e “Massiccio”, l’Istituto Comprensivo “IV Novembre”, la media Cesalpino, la scuola elementare Pio Borri, la scuola elementare Gamurrini e la Leonardo Bruni.

“Racconto le donne della scienza intanto perché sono una donna, e perché il loro percorso è stato difficile- ha detto Gabriella Greison, fisica e divulgatrice scientifica. Alle donne è stato impedito di progredire nelle facoltà scientifiche e non perché hanno un cervello diverso dagli uomini. Rita Levi Montalcini diceva: il cervello delle donne e quello degli uomini sono uguali, il resto sono scemenze. Invece in tanti hanno fatto credere che le donne sono più propense ad occuparsi di altre cose, come guardare i figli, la famiglia, i malati. Non è così, perché la scienza e la fisica, che è la scienza più dura, veniva vista come lo svago per gli uomini. E’ un’assurdità. Ma ci sono ancora posti in cui lo pensano. Come l’Accademia Reale delle Scienze quando attribuisce il premio Nobel per la fisica: sono stati dati 212 premi agli uomini e solo 4 alle donne nel corso della sua storia”.

“Nel mese di settembre sono transitate dalla centrale a recupero totale quasi diecimila persone, tra concerti, eventi, osservatorio astronomico- ha detto Giacomo Cherici, presidente di Aisa Impianti s.p.a. - Questo è un importantissimo momento di conoscenza per i cittadini che cade in una fase cruciale della vita dell’azienda perché sta continuando a recuperare i rifiuti di un’area molto grande, che è pari a tutta la provincia di Arezzo, tenendola in sicurezza, e al tempo stesso sta costruendo la nuova linea di termovalorizzazione e nelle prossime settimane partirà la marcia controllata del biodigestore per la produzione di biometano. Tante persone vengono a vedere questa realtà pubblica che è in piena espansione”.

“Partecipiamo volentieri a queste iniziative perché crediamo nei valori dell’educazione ambientale che porta avanti Zero Spreco- ha detto Marco Chioccioli, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “IV Novembre” di Arezzo. In più a questo è legato quest’anno il progetto “Donne in scienza”, finanziato dall’assessorato alle Pari Opportunità di Arezzo e organizzato da Acli, che ci consente di lavorare insieme sul tema dell’ambiente, la scienza e la parità di genere, cercando di abbattere il muro di resistenza che gli stereotipi creano sulla scelta delle professioni scientifiche da parte delle bambine, ragazze e poi donne”.

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