L'appello di Walter a Mattarella: "Costretto a violare la legge per non soffrire. La notte ho paura". VIDEO

De Benedetto porta avanti la sua battaglia per la libertà di cura. E' indagato per la coltivazione di marijuana (sostanza che utilizza a scopo terapeutico) che nell'ottobre del 2019 gli fu sequestrata

"Buongiorno caro presidente, mi rivolgo a lei dopo che un anno fa sono venuto a Roma per parlare con le istituzioni al termine di un viaggio faticoso ma pieno di speranza". Inizia con queste parole il videomessaggio che Walter De Benedetto ha inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Walter, 49enne aretino, è disabile a causa di una malattia neuromuscolare: l'artrite reumatoide. La sua storia è diventata emblematica da quando, lo scorso anno, la sua serra di cannabis - sostanza utilizzata a scopo terapeutico - fu posta sotto sequestro e lui fu iscritto nel registro degli indagati per  "coltivazione di sostanza stupefacente in concorso". Ma cosa è accaduto? Per alleviare i dolori lancinanti dati dalla sua patologia, Walter utilizzava medicinali a base di cannabis,  " ma - ha raccontato scrivendo la sua storia in un post su Facebook - a un certo punto non bastavano più" e vista la difficoltà di poterne avere ancora tramite la Asl,  ha deciso di coltivare in proprio la marijuana.

Quest'oggi a Montecitorio si è tenuta una conferenza stampa organizzata da Meglio Legale che promuove un progetto e una campagna di disobbedienza civile per la legalizzazione della cannabis alla quale hanno aderito parlamentari, medici, imprenditori e avvocati e semplici cittadini.

"Da malato - dice Walter nel videomessaggio - avevo una prescrizione che mi consentiva di usufruire di cannabis terapeutica ma non camminavo più e l'aumento non arrivava. Siccome la cura mi stava aiutando, ho deciso di violare la legge a costo di assumermi la responsabilità di non soffrire". 

Una decisione che ha portato a delle conseguenze:

"Ora sono indagato da un sistema rapidissimo nell'applicare la legge - ha spiegato Walter -. I Carabinieri sono stati ineccepibili e sensibili, ma mi chiedo dove sia il parlamento. Era stata fatta una legge che garantiva cure per tutti ma questo non sta avvenendo. Perfino io, che dovrei pensare a curarmi e basta, mi ritrovo indagato. La notte ho paura, non è giusto. In Italia potremo fare altre scelte, spero lei ci possa aiutare. Sec'è qualcosa da evitare è il dolore e applicare il buonsenso".

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