Vittime del Salva-Banche: "Doccia fredda. Gabbati dai vecchi amministratori". Le reazioni

(Intervista video a Silvia Battistelli e Alvise Aguti) "Una doccia fredda". Così, Letizia Giorgianni presidente dell'associazione Vittime del Salva-banche, ha definito la sentenza riguardante il primo procedimento contro gli ex vertici di Banca...

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(Intervista video a Silvia Battistelli e Alvise Aguti)

"Una doccia fredda". Così, Letizia Giorgianni presidente dell'associazione Vittime del Salva-banche, ha definito la sentenza riguardante il primo procedimento contro gli ex vertici di Banca Etruria che ha visto l'assoluzione di Giuseppe Fornasari, Luca Bronchi e David Canestri.

"E' una delusione cocente per noi - spiega ancora la portavoce del gruppo costituito dai risparmiatori azzerati dal decreto del 22 novembre 2015 - Aspettiamo di leggere le motivazioni contenute nella sentenza ma di primo acchito possiamo dire che questa decisione ci trova davvero delusi".

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Di fatto, secondo quanto contenuto nel dispisitivo letto in aula dal gup Annamaria Loprete sulla vicenda dei crediti deteriorati, il fatto non costituisce reato. Dunque, le accuse nei confronti degli ex amministratori dell'istituto di credito, in questo contesto non hanno alcun peso.

Decaduta anche la richiesta presentata da Bankitalia con la quale veniva preteso un risarcimento da parte della vecchia Etruria quantificato in 320mila euro. Sanzione che però, secondo le disposizioni del giudice, non verrà applicata. "Questo significa - prosegue ancora la presidente Letizia Giorgianni - che il giudice ha forse ravvisato delle responsabilità anche da parte della stessa Banca d'Italia. Sicuramente ci sono delle colpe anche "ai piani alti" ma la gestione scellerata della BPEL è stata a più riprese dimostrata dai fatti. I vecchi amministratori della Popolare non sono affatto esenti da responsabilità. L'augurio è che si operi al meglio in futuro per tutelare anche tutte quelle migliaia di risparmiatori che da questa vicenda sono usciti con le ossa rotte e con i risparmi di una vita azzerati". La nota dell'associazione Vittime del Salva-Banche Giudichiamo inammissibile e vergognosa l’assoluzione dall'accusa di ostacolo all'autorità di vigilanza per l'ex presidente Giuseppe Fornasari, l'ex direttore generale Luca Bronchi e il dirigente David Canestri. Quello di oggi è un colpo durissimo per i risparmiatori. Fornasari (ex presidente del cda dal 2011 al 2014), Bronchi (ex dg) e Canestri (attuale direttore centrale) erano accusati di aver occultato i crediti deteriorati nel bilancio del 2012 facendoli apparire come crediti incagliati e, quindi, ancora recuperabili. Una classificazione errata che avrebbe sviato, secondo la tesi dell'accusa non riconosciuta dal Gup, la vigilanza della Banca d'Italia che pretese poi una ricapitalizzazione evidentemente inferiore al necessario con la conseguenza che la banca aretina fu poi commissariata nel febbraio del 2015 quando gli esponenti di vertice, oggi assolti, erano già stati avvicendati. Oggi apprendiamo che per il gup, invece, "il fatto non costituisce reato". Non prendendo in considerazione che proprio questa errata valutazione ha portato alle conseguenze che tutti conosciamo, e all’azzeramento di tanti risparmiatori, raggirati con dolo all’acquisto di tale obbligazioni per ripianare i debiti di una gestione scellerata dei vertici. Vertici che adesso sono prosciolti dalle accuse e che potranno rivestire altri importanti incarichi. L’Associazione si riversa di leggere la sentenza per capire cosa abbia indotto il gup del tribunale di Arezzo ad una sentenza così inaspettata ed in contrasto con le aspettative e le accuse mosse dalla stessa Banca d’Italia che ha multato i 3 imputati a giudizio proprio per ostacolo alla vigilanza. Qualcosa in questa vicenda non torna: o si è nascosto alle autorità di vigilanza i crediti in sofferenza oppure banca Italia non doveva risolvere la banca e valutare al 17% i crediti in sofferenza. Che siano a questo punto messe in luce responsabilità ben più alte, ovvero quella di Banca d’Italia e di Consob.

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