Giovedì, 29 Luglio 2021
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Virgo Fidelis, le celebrazioni dell'Arma dei Carabinieri

Questa mattina nella cattedrale di Arezzo è stata officiata dall’arcivescovo monsignor Riccardo Fontana la santa messa con la quale i Carabinieri del comando provinciale hanno celebrato  la   “Virgo Fidelis”, patrona dell’arma dei carabinieri. Al...

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Questa mattina nella cattedrale di Arezzo è stata officiata dall'arcivescovo monsignor Riccardo Fontana la santa messa con la quale i Carabinieri del comando provinciale hanno celebrato la "Virgo Fidelis", patrona dell'arma dei carabinieri.

Al termine della celebrazione, il tenente colonnello Gianfranco De Crescenzo, ha ricordato nel suo intervento il 76° anniversario della "battaglia di Culqualber" in Sfrica orientale e celebrato la "Giornata dell'orfano".

Ed è agli orfani, amorevolmente assistiti dall'Opera nazionale assistenza orfani militari Arma Carabinieri e alle vedove dell'arma, primi destinatari del dolore per le gravi perdite di affetto, che è stato rivolto un affettuoso e riverente pensiero.

La ricorrenza della "Virgo fidelis" ha un profondo significato di valori, fondendosi idealmente i valori di militarità e religiosità, considerato che il motto dell'Arma "sii fedele sino alla morte" sono le parole dell'apocalisse impresse nel libro riportato nell'immagine della "Virgo fidelis".

L'impegno che è stato solennemente rinnovato nella odierna celebrazione ha onorato la memoria di quei Carabinieri che, continuando a credere nella patria e sublimando il significato delle parole "fedeltà" e "onore", caddero valorosamente nella cruenta battaglia di "Culqualber", che ebbe fine proprio il 21 novembre del lontano anno 1941, durante la 2^ guerra mondiale, di cui quest'anno ricorre il settantennale.

Per l'epica resistenza del 1° battaglione carabinieri e zaptiè mobilitato a difesa del caposaldo di Culqualber, venne concessa la seconda medaglia d'oro al valor militare alla bandiera dell'arma, con la motivazione di cui ora viene data lettura:

"Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza.

apprestato saldamente a difesa d'impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressivita' di preponderanti agguerrite forze che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell'intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l'ultima volta in terra d'africa, la vittoria delle nostre armi.

delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa impari lotta corpo a corpo nella quale comandante e carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle virtu' italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell'arma".

(culqualber - africa orientale agosto-novembre 1941).

Al termine della cerimonia il comandante provinciale dei Carabinieri di Arezzo ha ringraziato tutte le autorità civili e militari presenti, i cittadini aretini che hanno voluto partecipare e che sono vicini all'Arma , i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma, i carabinieri in servizio e in congedo.

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