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"La quarantena forzata può amplificare lo stato di disagio. Contrastiamo la violenza sulle donne"

La nota di Eleonora Ducci, responsabile Anci Toscana per la parità di genere e il contrasto alla violenza di genere

La quarantena forzata può amplificare lo stato di disagio nelle case dove già ci sono situazioni fragili e di difficoltà dove si possono compiere gesti terribili. "Per contrastare la violenza e gli abusi contro le donne, in questo momento così drammatico, la Regione consolida il ruolo delle istituzioni locali e pubbliche nel contrasto alla violenza di genere e rafforza il sistema delle reti locali e del sistema regionale antiviolenza. Lo fa con una delibera che mette a sistema tutta una serie di indicazioni operative per i percorsi integrati delle reti antiviolenza, in questo momento così particolare che vede necessariamente cambiare alcune modalità operative", spiega una nota.

“In questo momento così critico, in cui la convivenza forzata per alcune donne può diventare una trappola, le istituzioni rafforzano il loro ruolo nella lotta contro le violenze – ha dichiarato Eleonora Ducci, responsabile Anci Toscana per la parità di genere e il contrasto alla violenza di genere - il Centro antiviolenza, le forze dell'ordine, gli enti locali e l’azienda sanitaria non abbassano la guardia e proprio ora che il fenomeno può avere esiti ancora peggiori, mettono in campo nuove modalità, anche informatiche per permettere alle donne di segnalare e denunciare gli abusi subiti”. Per chi è vittima di violenza è possibile contattare il 1522, numero gratuito di pubblica utilità antiviolenza e stalking collegato alla rete dei Centri Antiviolenza e alle altre strutture per il contrasto alla violenza di genere presenti sul territorio. Il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno ed è accessibile gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un'accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. Il servizio sostiene l'emersione della domanda di aiuto, consentendo un avvicinamento graduale ai servizi da parte delle vittime con l'assoluta garanzia dell'anonimato. Per chi invece in questa situazione di emergenza non può telefonare, è possibile scarica sia la App del 1522 che consente di chattare in modo silenzioso ed eliminare la cronologia che la app YouPol della polizia di stato dotata di georeferenziazione del contatto. "Colgo infine l'occasione per sollecitare le amministrazioni comunali che non lo avesse già fatto, a dare ampia diffusione di tutte queste opportunità sui propri canali istituzionali" conclude Ducci.

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