Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Sansepolcro, Veneri: “La burocrazia blocca l’attività scolastica del Convitto Regina Elena. Intervenga la Regione”

Interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia: “A causa di una situazione burocratica legata alla sicurezza, risulta impossibile l’apertura del bando per i privati. A rischio anche posti di lavoro”

“La burocrazia sta bloccando l’attività scolastica di tanti giovani del Convitto Regina Elena di Sansepolcro, la Regione deve intervenire convocando, con urgenza, un tavolo di confronto con i soggetti coinvolti per cercare di trovare una soluzione perché l’istituto rappresenta uno strumento fondamentale per molti giovani studenti del primo e secondo ciclo scolastico, e per le loro famiglie, provenienti dal territorio circostante ma anche da tutta Italia” chiede il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gabriele Veneri, componente della Commissione Istruzione, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta toscana.

“I dipendenti della struttura, i genitori dei ragazzi e i presidi delle scuole del territorio hanno denunciato un’anomalia che potrebbe paralizzare l’attività del convitto Regina Elena, con il rischio di perdere diversi posti di lavoro e di compromettere l’anno scolastico di una parte degli studenti - fa notare Veneri. Durante l’estate sono stati aperti i bandi per i figli dei dipendenti degli enti pubblici, hanno risposto in 30, per cui si sono resi disponibili, in automatico, gli altri 40 posti. A settembre si sarebbe dovuto riaprire il bando per i privati, ma quando le famiglie sono andate a espletare le modalità di partecipazione si sono rese conto che i posti non c’erano. La direzione regionale avrebbe risposto che, a causa di una situazione burocratica legata alla sicurezza (manca un semplice documento), risulta impossibile l’apertura del bando. Un’irregolarità che sta costringendo una quarantina di giovani ad alloggiare in ostelli o bed&breakfast in attesa di sapere come e quando il problema verrà risolto. Le famiglie sono in ansia e non sanno in quale sede i propri figli potranno terminare quest’anno il percorso scolastico. Non solo. 20/30 dipendenti del convitto rischiano, a questo punto, il posto di lavoro” spiega il consigliere del partito di Giorgia Meloni.

“Il convitto Regina Elena, ex collegio Inadel e Inpdap, ora Inps, ospita ragazze e ragazzi di elementari, medie e superiori supportandoli nel percorso di studi, offrendo loro un ampio ventaglio di attività: musica, sport, teatro, danza. L’Istituto accoglie i figli dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali o alla Gestione Assistenza Magistrale, presso i propri collegi offrendo vitto, alloggio e il servizio di doposcuola per i semiconvittori che non alloggiano nella struttura. Accoglie i figli dei lavoratori o pensionati del settore privato, dei disoccupati o inoccupati, dei dipendenti o pensionati del settore pubblico non iscritti o non utenti della Gestione Unitaria prestazioni creditizie e sociali e della Gestione Assistenza Magistrale, previa disponibilità di posti, in esito al bando “Convitti” riservato ai figli dei dipendenti pubblici e previa partecipazione a ulteriore bando aperto anche agli utenti privati. Lo studente vincitore del concorso resta in collegio per tutta la durata del corso di studi” spiega Veneri.

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