Vendita di un immobile vincolato a Monte San Savino. La maggioranza: "L'interesse pubblico prima di tutto"

La replica del gruppo di maggioranza agli attacchi arrivati dai gruppi di opposizione

È il gruppo consigliare Per Monte San Savino con Margherita Scarpellini a prende parola in seguito alle polemiche sollevatesi durante lo scorso consiglio comunale e riguardanti l’acquisizione di un immobile antistante la sede municipale.

“Se il Comune lo prende fa bene perché è un affarone”. Sono queste le parole del consigliere Alessandra Cheli, nel consiglio comunale del 30 novembre, riferendosi ai locali posti sotto alle cinquecentesche Logge di Mercanti di fronte al Palazzo Comunale. È questa la migliore verifica della non coerenza e dei fini esclusivamente partitici di parte che il gruppo consiliare 52048 Orizzonti Comuni ha messo in campo con il suo sguaiato attacco contro la sindaco Margherita Scarpellini nei manifesti affissi pubblicamente alcuni giorni fa. La vicenda dell'esercizio del diritto di prelazione per una architettura monumentale rientra tutta in un’altra affermazione dell'unico consigliere del gruppo 52048 presente in aula: “un diritto che era lecito e legittimo”. L'amministrazione comunale ed il gruppo di maggioranza hanno infatti agito nel pieno rispetto dell’interesse pubblico per assicurare alla collettività, cioè a tutti i cittadini, la proprietà di un bene storico che gli abitanti sentono come proprio. In questo caso l'interesse del privato viene dopo, o perlomeno dovrebbe, quale che sia il privato coinvolto:  conoscente, imprenditore o altro. Il Gruppo Consiliare per Monte San Savino ha agito dunque nel rispetto di un unico punto di arrivo:  l’interesse pubblico.

Ben due enti pubblici hanno garantito in maniera chiara e netta la possibilità formale e temporale di esercitare tale diritto garantito dalla legge e solo dopo che la votazione è stata esercitata purtroppo un terzo ente  ha, per il momento, sconfessato gli altri. Abbiamo pertanto chiesto al Ministero dei beni culturali di spiegare con certezza la posizione, perché nella nostra correttezza assoluta, vogliamo seguire solo la legge, e non opinioni, interpretazioni, interessi. Tutto il resto è una strumentalizzazione che, sinceramente, appare costruita solo ed esclusivamente sopra gli interessi dei cittadini, i quali hanno il diritto di acquisire un immobile pubblico, cioè alla proprietà di loro stessi, spazi e beni importanti, ed in maniera economicamente molto vantaggiosa, così come ancora certificato dalla consigliera Cheli “perché il valore di mercato è il triplo rispetto ai 35.000 euro” (il prezzo che la collettività avrebbe pagato). Questa è la verità, tutto il resto è sterile propaganda politica ed elettorale, quella politica di cui tutti i cittadini sono stanchi, quella politica priva di pensiero al futuro dei nostri giovani. Quella politica che noi amiamo".

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