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Lunedì, 24 Giugno 2024
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Vannacci e i disabili, è ancora polemica. Il Centro Basaglia: "Proposte di inaudita bassezza"

L'associazione aretina contesta la proposta del generale, candidato dalla Lega alle europee, di istituire classi separate nelle scuole. "I diritti non si toccano"

"Credo che delle classi con caratteristiche separate aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Un disabile non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri. Gli puoi far fare una lezione insieme, per spirito di appartenenza, ma poi ha bisogno di un aiuto specifico".

Questo uno dei passaggi più controversi dell'intervista rilasciata qualche giorno da Roberto Vannacci al quotidiano La Stampa. Sul generale dell'esercito, candidato come indipendente dalla Lega alle prossime elezioni europee, si sono concentrate polemiche aspre e trasversali da parte di molti esponenti politici. Ad Arezzo, dove Vannacci è stato ospite due volte per la presentazione dei suoi libri (a ottobre 2023 e a marzo di quest'anno), si sono registrate reazioni forti da parte di Francesco Macrì (Fratelli d'Italia) e della vicesindaco Lucia Tanti, oltre che di Sara Rapini, presidente dell'associazione Ragazzi Speciali Onlus.

Oggi arriva la presa di posizione dell'Associazione Franco Basaglia di Arezzo, che ha la finalità di promuovere la salute e la lotta all'esclusione e all'emarginazione.

"In questi giorni personaggi in piena ascesa mediatica  - si legga in una nota - non si vergognano di avanzare proposte di inaudita bassezza facendole passare per sagge o addirittura innovative, in realtà mistificandone le vere intenzioni. Solo così si può definire quanto sostiene un noto generale sulla necessità di aprire scuole speciali per categorie di bambini con disabilità. Chi lo propone, dimostra di non conoscere il problema: suggerisce infatti che questo porterebbe benefici, ma a chi?

È noto da tempo, anche a livello scientifico, che vivere nel gruppo di coetanei nei primi anni dello sviluppo, per bambini con varie caratteristiche (ritardo cognitivo e del linguaggio, disabilità motorie o sensoriali), produce miglioramenti e motivazione, anche se fossero necessari interventi specifici in quello stesso ambito e una più efficace propensione a superare le difficoltà. Tutto questo è già stato rilevato e codificato da tempo negli indirizzi e nelle leggi dello Stato italiano, e con esperienze di integrazione scolastica nelle scuole per l’infanzia e dell’obbligo scolastico, che nella nostra Regione e in particolare ad Arezzo, sono state seguiti da specialisti della materia, esperienze che hanno fatto scuola anche per altri paesi europei già dagli anni 70.

Ma il personaggio in questione ci sembra che voglia colpire su piani che toccano molto più da vicino il vivere civile, l’etica, l’uguaglianza fra le persone piuttosto che l’organizzazione dei servizi. E queste sono provocazioni, atteggiamenti scivolosi che vorrebbero dimostrare un falso lato buono ma che in realtà parlano di attivare emarginazione, esclusione delle diversità, perdita di diritti. Di tutto questo occorre svelare il pericolo e trovare i giusti antidoti nella cura e nel presidio dei servizi fondamentali, nel loro potenziamento dove tutti possano trovare le risposte e nell’esercizio quotidiano delle linee che la nostra Costituzione mette al centro del vivere civile, in particolare nei principi fondamentali (v. art.3, 32, 34).

Non permettiamo che l’intolleranza già presente fra noi diventi un seme e una deriva, denunciamo con forza il lato oscuro di queste parole".

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