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Odissea per far vaccinare la moglie disabile, il marito: "Dopo un mese ancora nessuna chiamata"

Luciano è da oltre un mese che scrive email all'azienda sanitaria, ma non ha mai ricevuto nessun riscontro e nel frattempo la moglie resta in attesa di un vaccino anti Covid

Marcella ha 64 anni ed è invalida al lavoro al 100%, ha un codice esenzione rilasciato nel 2009 con una diagnosi patologica del 2006. Sta aspettando il vaccino anti Covid-19 da oltre un mese.

La vicenda risale all'11 marzo, quando il marito della signora scrive la prima email indirizzata all'Asl Toscana sud est dove spiega le condizioni di salute della moglie e chiede come mai non sia stata ancora chiamata per la vaccinazione, sollecitando un riscontro da parte delle autorità sanitarie. A questa prima email dopo settimane, Luciano, il marito di Marcella, non riceve nessuna risposta.

Il giorno 26 marzo prova a inviare una seconda email alla dottoressa Elena De Sanctis, responsabile dell’ufficio igiene dell’Asl.

"Ho provato a inserire mia moglie nel programma previsto dalla Regione Toscana per le persone fragili dove è prevista la malattia cerebrovascolare con conseguenze neurologiche ma non è previsto il codice di esenzione con conseguente esito negativo della prenotazione. Mi pongo questa domanda: che senso ha prevedere una patologia che darebbe diritto alla priorità vaccinale se poi non può essere portata a buon fine?

Ho provveduto a fare una mail di questo tenore anche alla usl toscana sud-est qualche settimana fa, naturalmente senza risposta. Io mi auguro che Marcella non venga raggiunta dall’infezione o che non abbia conseguenze gravi, in caso contrario ognuno di noi risponderà del proprio operato alle autorità competenti".

A questa email la dottoressa De Sanctis ha risposto in forma scritta e si è resa disponibile a risolvere la questione legata alla registrazione sul portale della Regione Toscana.

Ma purtroppo la situazione non si è sbloccata e Marcella a distanza di oltre un mese non è stata ancora chiamata per il vaccino. Il marito Luciano non si è arreso e il 19 aprile ha scritto nuovamente all'Asl ponendo ancora all'attenzione dell'azienda sanitaria la situazione della moglie.

"Ho scritto la prima mail ad un indirizzo pec dell’Asl sud-est portando all’attenzione la situazione di mia moglie rispetto al vaccino per le persone fragili, ad oggi nessuna risposta. Ho contattato il mio medico di famiglia che si è detto impossibilitato a qualsiasi riscontro, stessa risposta quando ho contattato la dottoressa che ha in cura per epilessia mia moglie. Tutto ciò è inaccettabile, credo che almeno un cenno di ricezione, di una risposta negativa o positiva sarebbe rispettosa nei confronti di un soggetto che comunque si trova in una situazione di disagio. Spero che qualcuno dia un segnale che provi l’esistenza di un sistema sanitario degno di questo nome".

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