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"Esposti al rischio di ammalarci ma al momento niente vaccino"

La presa di posizione è quella espressa da Simona Ferrini, titolare del market Carrefour di San Giustino Valdarno, in merito alla campagna di vaccinazione anti Covid

Parlando del suo lavoro Simona Ferrini si definisce fortunata. "Sì perché - spiega - la mia è tra le poche categorie che hanno sempre operato senza chiusure o interruzioni". Titolare del supermercato Carrefour di San Giustino Valdarno, ogni mattina, indossa la divisa, accende le luci e apre le porte di quella piccola attività che, nel contesto di un minuscolo centro urbano e in piena emergenza Covid, ha assunto un valore strardinario per la collettività. Il presidio, pur non essendo l'unico presente nella frazione di Loro Ciuffenna, rimane aperto e accessibile per circa 12 ore al giorno, conta un piccolo numero di dipendenti e, ovviamente, si è organizzato per dare risposta alle esigenze delle categorie più fragili con nuovi servizi come la consegna a domicilio della spesa. Un lavoro impegnativo dove il contatto con le altre persone, sebbene ciascuno dei dipendenti rispetti i protocolli di sicurezza personale, è all'ordine del giorno. Al momento, come noto, la categoria dei lavoratori di supermercati e cassieri non è tra quelle indicate quali prioritarie nella campagna di vaccinazione anti Covid. Una condizione che riguarda migliaia di lavoratori e per la quale, anche a livello nazionale, il dibattito si è fortemente acceso.

"Non siamo esposti tanto quanto medici o infermieri, ma stiamo in mezzo alla gente per 12 ore al giorno - spiega Simona - Siamo esposti al rischio di ammalarci, direi da più di un anno, ma siamo invisibili. Contribuiamo ad aiutare la popolazione del luogo facendo consegne a domicilio ai covid, a chi ha paura di uscire perché fragile o a chi semplicemente è anziano e solo. E il rischio che corriamo? Il prezzo che potremmo pagare è alto, dal punto di vista della salute e economico. Eppure oggi vediamo tante categorie che hanno precedenza nella lista delle vaccinazioni, categorie che hanno un rischio molto più basso del nostro. Siamo i dimenticati ma gli unici che avendo lavorato, saranno in grado di pagare le tasse che serviranno, come in un ciclo vitale a ripartire. Siamo piccole realtà, ma siamo tanti, tantissimi e non dimenticheremo il posto che ci è stato dato, quello degli ultimi".

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