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"Il vaccino? Si farà sul posto di lavoro", svolta nella campagna di immunizzazione

Da metà giugno in Toscana sarà possibile aprire le vaccinazioni nei luoghi di lavoro. Giani: "Ma tutto sarà legato alla disponibilità di siero e alle necessità delle categorie prioritarie"

Vaccini anche nei luoghi di lavoro. Una novità che potrebbe dare una svolta alla campagna per immunizzare la popolazione. Dalla seconda metà di giugno, i vaccini anti Covid potranno essere somministrati anche nelle aziende, qualora le dosi a disposizione lo permetteranno. 

La scelta, che arriva dopo l’approvazione delle linee guida lo scorso 10 maggio da parte della Giunta regionale, è stata condivisa questa mattina dalla Regione con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali.

“Stiamo definendo i protocolli necessari per avviare la vaccinazione anche nei luoghi di lavoro - ha spiegato Giani -, fermo restando che l’adesione alla campagna vaccinale da parte delle aziende e dei relativi lavoratori è volontaria e che il modello organizzativo, che attiveremo, è condizionato dalla reale disponibilità di vaccini e dalle categorie, che dobbiamo vaccinare in via prioritaria".

Dunque la possibilità di vaccinarsi sul luogo di lavoro è legata soprattutto alla disponibilità delle dosi, che saranno dirtribuite prioritariamente alle categorie ritenute più fragili. 

La Regione si sarebbe comunque già messa all'opera per pianificare la vaccinazione di massa. 

"In pochi giorni  abbiamo attivato 8 nuovi punti vaccinali, aumentando la nostra capacità di 6/7mila dosi in più ogni giorno, senza contare che questa settimana abbiamo aperto le agende per la prenotazione degli over 40. Se avremo i vaccini che servono, potremo arrivare fino a 55mila somministrazioni al giorno e vaccinare, entro la fine di settembre, 3milioni di toscani. Auspico a breve il coinvolgimento delle farmacie tra i vaccinatori della rete, che abbiamo progressivamente potenziato anche grazie alla strettissima collaborazione con i medici di medicina generale”. 

“Stiamo definendo gli aspetti organizzativi- ha commentato l'assessore Bezzini - , la cui responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimarranno in capo al servizio sanitario regionale tramite l’Azienda sanitaria di riferimento anche se avranno un ruolo fondamentale i medici competenti aziendali, che potranno avvalersi anche di altro personale medico e infermieristico, e il datore di lavoro, che dovrà redigere un piano vaccinale, da trasmettere alla Asl, e individuare i locali dove poter vaccinare anche in collaborazione con altre aziende. Sarà un grande lavoro di squadra, che ci consentirà di raggiungere tutti insieme l’obiettivo che ci sta più a cuore: vaccinare il maggior numero possibile di toscani e prevenire eventuali contagi negli ambienti di lavoro”. 

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